domenica 23 settembre 2007

Il post nuovo di zecca di clEMENTE

Sono io il male dell'Italia?
Scrivo da casa. Rilassandomi un po' al termine di una settimana durissima e stressante che ha visto ricominciare in tv "Anno Zero" con un violento attacco contro di me. D'altra parte la scorsa stagione la trasmissione si era conclusa con un attacco sempre a me. In linea dunque. Come se io sia l'emblema del Male. Sono io il Male d'Italia? Una settimana piena d'amarezza, ma anche di tanta solidarietà per fortuna. Dalla polizia penitenziaria a chi mi conosce per ciò che sono e che faccio, alla gente per strada che mi ha fermato per salutarmi e parlarmi. Certo dopo una settimana in cui il volume di fuoco sparato nei miei confronti è stato quello che è stato c'è anche in giro chi mi guarda in cagnesco. Vi racconto un episodio emblematico. Emblematico anche della superficialità di giudizio e dei luoghi comuni nei miei confronti.
Ero al ristorante a Napoli ieri, con mia moglie e alcuni amici. Al tavolo accanto due coppie mi guardavano e parlavano tra loro in inglese. Una coppia era americana di origini cinesi, l'altra italiana. La coppia italiana si lamentava della politica e spiegava all'altra, sempre in inglese, tutto ciò che non va in questo paese. Poi indicando me hanno detto altre cose e mi hanno additato come uno della Casta di intoccabili. E giù giudizi sommari e duri. Mia moglie che capisce bene l'inglese e lo parla altrettanto bene ha fatto allora una di quelle cose che solo una moglie può fare. Si è alzata dal tavolo e si è avvicinata alle due coppie presentandosi, e difendendo il marito: State parlando di mio marito, e ne state parlando molto male. Lo conoscete? Ha fatto qualche cosa in particolare che volete discutere? Parliamone subito. Ditemi, che vi si possa rispondere..." Da qui è partita una conversazione in cui, essendomi aggiunto anche io, è andata avanti per un po'. Lui era un professore di Potenza, arrabbiato contro tutti e tutto, fan di Grillo ed elettore di sinistra deluso e amareggiato. Si è lamentato con me che si fa troppo poco per il Sud,( " e lo dice a me? - ho risposto -come se ci fossero altri politici oltre a me a tentare di portare il discorso politico sul meridione..) e che il nostro paese non capisce l'importanza dei mercati stranieri. Che non facciamo abbastanza per sfondare in Cina, ad esempio. E dire invece che gli imprenditori italiani si stanno dando da fare in quella direzione. E' finita che si sono voluti fare una fotografia insieme a me. Questo episodio però è anche un sintomo che esiste ormai una convinzione diffusa e un pò superficiale delle cose che non vanno bene in Italia. Una vena di qualunquismo che si mischia all'antipolitica e a proteste giuste e che le soverchia.

882 commenti:

1 – 200 di 882   Nuovi›   Più recenti»
Anonimo ha detto...

"COME SE IO FOSSI IL MALE" D'ITALIA, non "COME SE IO SIA".
Signor Ministro, almeno abbia rispetto per la lingua italiana.
Almeno per quella.

Andrea Baldazzi ha detto...

SI INSIEME A TUTTA LA CASTA!!!!!

elvius ha detto...

si!

Anonimo ha detto...

dimettiti buffone

Andrea ha detto...

Ah ah ah... fantastico!
Mi ricorda la scena di qualche film... prima nemici e poi amici per la pelle!
Adesso abbiamo anche scoperto che clEMENTE è un portinaio... ascolta le conversazioni al tavolo degli altri! :)
Ecco ho trovato il suo nuovo lavoro... PORTINAIO al Ministero della Giustizia? Che ne dite? Può andare o fa danni anche a fare questo?

Ciaoo
Andre

mnz ha detto...

"Una vena di qualunquismo che si mischia all'antipolitica e a proteste giuste e che le soverchia"questa è di ispirazione personale immagino..

Salvatore ha detto...

E' questo è solo l'inizio. Tra poco vedrai che se entri in un ristorante questo si svuoterà in pochi minuti: gli avventori schifati chiederanno subito il conto e andranno via, piuttosto che mangiare nella stessa sala con uno come te!!

Anonimo ha detto...

DOMANI A ROMA-24 settembre ore 16-Palazzo di Giustizia -

CONTRO IL DDL MASTELLA


DOMANI A ROMA-24 settembre ore 16-Palazzo di Giustizia-
CONFERENZA DAL DISEGNO DI LEGGE MASTELLA SULLE VERITA' DI STATO-AL REATO DI OPINIONE-DALLE LEGGI ANTINEGAZIONISTE IN EUROPA-

info-http://www.mastermatteimedioriente.it/

24 settembre ore 16
Palazzo di Giustizia di Roma
("Palazzaccio")

UN APPUNTAMENTO
PER CHIUNQUE INTENDA DIFENDERE
GLI ARTICOLI 21 & 33
DELLA COSTITUZIONE

www.re.ilcannocchiale.it

Anonimo ha detto...

In linea dunque. Come se io sia l'emblema del Male.

mamma mia!

Andrea ha detto...

Dimenticavo... ministro ci può inviare le foto che ha fatto ieri sera al ristorante che le aggiungiamo alla nostra photogallery??

Salvatore ha detto...

Che Iddio benedica chi ha creato questo duplicato del blog di Mastella. Questo è il potere della Rete! Ora siamo liberi di pubblicare cio' che Mastella censura nel suo. Vediamo che dice lui appena scopre che esiste questo blog ah ah ah ah ah.

Leuz ha detto...

Io effettivamente non avrei mangiato in un ristorante con clEMENTE. Caro (dis)onorevole, non ti preoccupare, il Male d'Italia non sei (solo) tu: sono tutti quelli come te!

Anonimo ha detto...

bene...fai un favore all Italia...dimettiti...fuori moda eh?

Rosario ha detto...

clemente sei un demente parassita incompetente,mangione,perchè non vai a fare una visita alla prostata,cosi senti quello che ti vorrebbero fare gli italiani

Alberto ha detto...

Ragazzi, Bravi!!!!!!!
Siete geniali.
Vi invito a leggere quanto dice su Mastella l'On. Angela Napoli, componente della Commissione Antimafia sul suo blog:
http://angelanapoli.blogspot.com
Buona lettura!!!

Anonimo ha detto...

Bravo CLEM-CLEM,
sei sulla strada giusta. Sei proprio tu il male dell'Italia insieme a tanti altri tuoi colleghi parassiti.
Adesso, prenditi la tua pensione d'oro e FUORI DAI COGLIONI!

W LA LIBERTA'!

Anonimo ha detto...

Beh gli è andata bene...i cinesi di solito i ratti li mangiano, questi ci hanno fatto solo una foto insieme!!

Anonimo ha detto...

Povero dEMENTE!! non sa cosa fare
se non scrivesse per un anno sarebbe preso per i fondelli per questo;
se continua a scrivere, viene preso in giro per quello che scrive;
sarebbe meglio per lui che si ritirissa definitivamente, anche se questo significherebbe che andrebbe ad occupare un posto in cui combinerebbe enormi danni.

Anonimo ha detto...

che spettacolo questo blog che non filtra i commeti al dipendente mastella.
penso che tra un po gli tocchera chiuderlo il suo schifo di blog

Massimo V. ha detto...

Clemente se la canta e se la suona da solo!

Federico ha detto...

Non sei IL male dell'italia, ma semplicemente UNO dei tanti mali.

Non gasarti troppo.

biodoctor ha detto...

ma queste cose le scrive davvero lui??? sul serio??? -.- quanta competenza... ehm...
anche io odio il clemente!! leggete il mio ultimo post!!!

Anonimo ha detto...

credo che sia pora da parte di mastella di fare la parte del povero innocente perseguitato da tutti.. questo ruolononsiaddice a lui.. siamo noi iperseguitati da lui, dato che con il provvedimento dell'indulto ha liberato migliaia di delinquenti..

Fabrizio Mondo ha detto...

i commenti possono ridursi ad una sola parola, si.

E non scadono nel banale! W l'Italia...

Anonimo ha detto...

per favore chiediamo a cleMastella di pubblicare sul blog tutto cio che lo riguarda ,per la trasparenza , dichiarazione redditi ,proprieta immobiliari (compreso a che cifra acquistate)certificato penale !!! ecc.ecc.
se risulterà una persona a posto sotto questo profilo ,poi pubblichi cosa a fatto in 31 anni di parlamento ,risultati se uno non ottiene risultati che cazzo ci sta a fare a prendere quattrini dei contribuenti.
vorrei sapere dove lavora la moglie ,stipendio ,dove lavorano i figli ,stipendio ecc.

tutto cio dovrebbe essere pubblico per ogni parlamentare per avere una idea di chi sono

Anonimo ha detto...

Si sarà ricordato di pagare il conto?

Anonimo ha detto...

Vuè non esagerate con Mastella, sennò prima o poi lo fanno martire.

Ma lui è come Calimero, piccolo e nero, non gli vuole bene nessuno.

Anonimo ha detto...

certo che per censurare i commenti dei cittadini nel suo blog deve aver la coscienza sporca, altrimenti non applicherebbe la censura nel suo blog..

maurizio ha detto...

c'è solo una cosa che puoi fare per il bene dell'Italia e degli italiani: DIMETTITI e poi sparisci dalla faccia della terra!! i cittadini onesti te ne saranno infinitamente grati.

Francesco ha detto...

Pazzesco ancora sul vero blog e sono ormai le 11.37 non c'è nemmeno un commento

che senso ha fare un blog se puoi SOLO leggere, il vero senso del blog è leggere/criticare chi scrive il post ma se non puoi criticarlo o rispondergli a dovere/piacere? come stiamo facendo in questo che è il VERO BLOG DI MASTELLA
COMPLIMENTI AGLI IDEATORI

Anonimo ha detto...

vergogandi di esistere DEMENTE!!!!!!!

Salvatore ha detto...

TANTE VOCI SI LEVANO SDEGNATE; Andate a dare un'occhiata a questi preziosi commenti su MASTELLA: http://angelanapoli.blogspot.com/

Andate a dare un'occhiata a questi preziosi commenti su MASTELLA: http://angelanapoli.blogspot.com/

libero83 ha detto...

A proposito di saper parlare l'Inglese, vi ricordate quel servizio di striscia la notizia, quando proprio l'equivoco clemente, fu fermato dalla polizia, e cercò di comunicare con una specie di inglese-napoletano ceppalonico, e ovviamente la polizia lo prendeva in giro! ve lo ricordate quel servizio? spero di trovarlo su you tube,e da morire dalle risate!

se vi interessa gli ho dedicato anch'io qualcosa su mastella sul mio blog

Anonimo ha detto...

Il prossimo passo e´denunciare tutti quelli che ti prendono in giro... tanto i magistrati e pubblici minsteri saranno senza lavoro con te come Ministro della Giustizia.
A proposito, hai altre foto di cui parlare ? non so.. qualche mafioso ?

Corrado Salamone ha detto...

piuttosto che farmi una foto con lui preferirei mettermi un riccio nelle mutande e farmi prendere a calci da roberto carlos

virgilio s. ha detto...

Lo credo che sia stata una settimana triste Sig. Ministro. Una settimana che sottolinea ancora una volta che state per tornare a casa.

Giga ha detto...

cLEMENTE vattene ! Ehi mah ... finalmente posso postare un commento ! mitica clonazione

Marco Garcia ha detto...

Si onorevole... lei i confronti con i cittadini li fa solo al ristorante (probabilmente nei suoi sogni). Quando trova un contradditorio serio in pubblico lei scappa, come ha fatto ad Annozero lo scorso anno.
Continui ad illudersi!
La verità è che lei è davvero "torbido" e la gente ormai se ne è accorta.
Un saluto
Marco Garcia

roberto ha detto...

sei un grande! anche beppe grillo parla di te!:-)
speriamo che i cinesi si siano convinti delle spiegazioni della moglie e se lo portino in patria...

Andrea ha detto...

Ragazzi io ho scritto questo post sul sito di clEMENTE, che sarà censurato:

Scusi signor Ministro, invece di raccontarci la sua cena al ristorante, può scrivere qualche post in cui ci spiega il caso dello spostamento dei giudici di Catanzaro o di cosa è successo l'altro giorno in Senato?

Grazie
Andrea

Anonimo ha detto...

mastella? ma vaffanculo

Anonimo ha detto...

PATETICO

fa alzare la moglie, che conosce l'inglese, (poverina, con la sua piscina a forma di cozza) per farsi difendere. Non si evince di cosa abbiano discusso ma alla fine si sono fatti una foto assieme, come dire che il prof di potenza si sia ricreduto (o si è cagato addosso, magari dopo sottili e mafiose minacce democristiane).

Anonimo ha detto...

... non so xè, ma visti i gloriosi precedenti del "Disonorevole" la storiella del pranzo ke finisce a vino, tarallucci, baci e abbracci mi suona coma na bufala...
E va bhè crediamoci, resta il fatto ke sulla "...convinzione diffusa e un pò superficiale delle cose che non vanno bene in Italia" gli italiani onesti hanno le idee kiare... nella memoria di tutti sono ben impressi il/i responsabile/i dell'indulto ed inoltre attualmente un "Disonorevole" a caso vorrebbe trasferire un Pm dalla Procura di Catanzaro... chissà xè???
FORZA DE MAGISTRIS!!!

Anonimo ha detto...

strano che sul sito ufficiale i commenti al nuovo post siano ankora a quota zero...si stara' stancando di censurare...porello


una genialata questo blogggg

Anonimo ha detto...

sottili e mafiose minacce democristiane

cuffaro docet

a proposito sapete dirmi che lavoro fa la moglie di cuffaro?
E' vero che ora fa l'industriale dei farmaci "generici" e il suo maritino impone ai medici di prescriverne una certa quantità?

Anonimo ha detto...

POVERACCIO !! MI FA PENA !!! AH CHE GENTE !!! POVERINOOOOO

Anonimo ha detto...

Posso solo dirti "VERGOGNATI MAFIOSO DI MERDA"! Perchè non si potrebbe dire altro...SPARISCI

Anonimo ha detto...

Questo blog è geniale..Anche perchè qui è possibile leggere quei commenti che in quello originale non verranno mai pubblicati.Yè

Salvatore ha detto...

Stavo pensando, che grazie a questo blog (geniale) presto Mastella dovrà scriversi i post da solo... nessuno se lo caga piu'. Non ha piu niente da censurare; lasciamolo solo nel suo delirio di onnipotenza. Avete notato che nessuno gli sta scrivendo?

Anonimo ha detto...

caro Demente Mantella sappi che sei il disonore della Puglia, i Pugliesi ti "ODIANO"-
Vai a pulire i vetri delle macchine ai semafori.

Anonimo ha detto...

buffone come tutti gli altri politici, vi si riconosce lontano un miglio che siete tutti dei mascalzoni!

VAFFANCULO MASTELLA, TE E TUTTI GLI AMMMICI TUA

Anonimo ha detto...

grande ragazzi il genio di questo blog merita tutta la mia ammirazione!!!!!
vi rendete conto un ministro che da trentanni è in politica e non conosce l'inglese è la moglie che gli fa da tramite!!!!
poi di cosa parla nel ristorante dei cinesi!!!!quello e conversazione con d'alema no mastella a lui gli si deve chiedere come mai vuole segare de magistris:forse perchè stava per scriverlo nel registro degli indagati??????
raga a destra abbiamo belzebù a sinistra lui mi sa che e meglio che cambio paese!!!!

Anonimo ha detto...

Intanto Mastellone, assieme al suo amico Sergio Brescia, capo della DGSIA, vuole mandare a casa 1000 tecnici A.T.U.

Ecco la lettera che lui non pubblica sul blog, del nostro Presidente Giuseppe Di Spirito

"Spedita 15 giorni fa sul suo blog.

Ill.mo Ministro buongiorno.
Sono Giuseppe Di Spirito, suo elettore (nonché tesserato insieme alla mia
famiglia) in servizio da molti anni come informatico esternalizzato negli
Uffici Giudiziari di Napoli per la cosiddetta "Assistenza Tecnica Unificata".
In rappresentanza del Comitato nazionale dei lavoratori ATU, ospite nella
delegazione sindacale della Rdb/Cub, ho avuto l'onore di incontrarLa il 30
Marzo scorso presso la sede Istituzionale in Via Arenula.
Non so se ricorda la circostanza, in ogni caso quell'incontro non fu
fruttuoso forse anche a causa del contesto un po' teso e dei molteplici
argomenti trattati.
Ecco quindi che dopo aver scoperto questo blog non mi lascio sfuggire
l'occasione
di scriverLe "a 4 occhi" (si fa per dire!) nella speranza di riuscire almeno
a capire il Suo pensiero sulla nostra difficile e per certi versi scandalosa
vicenda.
Caro Ministro, come non sorridere amaramente ad ogni TG che ci propone
esponenti politici di ogni ordine e grado che si esibiscono in proclami
contro la precarietà, l'ingiustizia sociale, la meritocrazia e chi più ne ha
più ne metta.
Chi siamo noi.ci conosce. Vero?
Le hanno parlato di noi nel modo giusto o le hanno semplicemente accennato
ad un anonimo "servizio di assistenza sistemistica" portato avanti da
automi, tanti "signor nessuno"?
Lei sa che per conto di società private (che hanno avuto il solo merito di
ricercare le professionalità più adatte allo svolgimento dell'incarico) ci
sono quasi 1000 PERSONE in servizio tutti i giorni da più di 15 anni con
abnegazione ed onore, al lavoro gomito a gomito col personale
dell'Amministrazione
per la gestione e manutenzione di tutto quanto riguardi software ed hardware
di Procure e Tribunali?
Lei conosce il delicato compito svolto anche nel trattamento dei dati
sensibili nonché il grado di fiducia, stima e collaborazione consolidatosi
nel corso del tempo tra "interni" e (solo formalmente) "esterni" ormai in
perfetta sintonia con la "vita" della struttura pubblica, pronti alla
bisogna come riferimento dei Magistrati come consulenti, impiegati a volte
in mansioni che esulano dal nostro profilo professionale ma ahimè senza
riconoscimento alcuno?
E' stato informato "in camera caritatis" dai Sottosegretari (incontrati di
persona) Li Gotti, Maritati, Scotti o dal Capo Dipartimento Castelli, della
nostra importanza e del nostro contributo nell'implementazione del suo fiore
all'occhiello, il "processo telematico"?
E' a conoscenza della situazione di sofferenza esplosa quando 2 anni fa le
società consolidate persero l'appalto ATU e del continuo calvario da noi
vissuto in un infinito contenzioso tra privato e pubblico, TAR e Consiglio
di Stato, mentre lievitavano debiti ed interessi del Ministero verso queste
società.e si susseguivano scioperi e contemporaneamente i lavoratori
diventavano "capro espiatorio" sempre più spremuti, sempre più precarizzati
ed in diminuzione, nell'indifferenza generale tranne che del personale e dei
sindacati del Ministero?
Sa che in Puglia, Molise e proprio qui in Campania, la sua terra, si sta
giocando la partita più drammatica con una società giunta ad avere 5 MESI di
stipendio arretrato nei nostri confronti e verso la quale, ridotti alla
fame, abbiamo esperito vertenza legale, ed il Ministero DOPO questa azione
ha provveduto semplicemente ad ALLONTANARLA.e noi non sappiamo ancora che
fine faremo visto che abbiamo avuto l'avviso di LICENZIAMENTO collettivo???
(Come si dice a Napoli cornuti e mazziati)
E' pensabile che in un paese civile (le parlo ora da cittadino) la gestione
di un servizio pubblico ad alto livello di riservatezza venga affidata a
lavoratori spesso precari, malpagati o NON pagati, vessati e provati
psicologicamente (specie ora che abbiamo "osato" parlare e siamo additati
come responsabili di tutti i mali) e non garantiti in alcun modo!?
La Commissione Giustizia del Senato, Signor Ministro, si era già espressa il
28 Novembre 2006 ritenendo inaccettabile questa situazione ed approvando un
ODG (anche con l'assenso della opposizione) per l'assunzione tramite
concorso degli informatici ATU. Ne era a conoscenza?
Il "Memorandum" sul lavoro pubblico tra Governo e Sindacati confermava tra
l'altro
questa impostazione parlando di "reinternalizzazione" dei servizi più
delicati nelle P.A.
E potremmo aggiungere anche le approvate mozioni sulla stabilizzazione del
precariato della P.A. che solo concettualmente sono applicabili anche a
situazioni come la nostra.
Ma non era cambiato nulla e così sotto la nostra disperata pressione anche
la Camera si è espressa prima con una interrogazione (ancora oggi senza
risposta) e poi il 31 Maggio 2007 con una "interpellanza urgente" di 34
Onorevoli dove nella risposta il Sottosegretario Scotti (che ringraziamo per
la stima nei nostri confronti) terminava tra l'altro promettendo
preferenzialità per i sottoscritti già nei prossimi concorsi, a mio giudizio
niente più che un atto dovuto dopo che di fatto noi già lavoriamo all'interno
degli Uffici Giudiziari, con una differenza non da poco però verso i
pubblici dipendenti, costiamo circa il DOPPIO allo Stato pur guadagnando a
volte anche meno di 1000 euro al mese.
Ma la doccia fredda non è tardata ad arrivare con l'inizio dell'iter del Suo
DDL 2873 dove tra le 2800 nuove assunzioni di area C non c'è posto per i
sistemisti ATU, diplomati e specializzati.
Cosa è accaduto? Siamo stati presi in giro? Oppure i suoi collaboratori non
l'hanno informata, Signor Ministro, di questa triste situazione?
E' mai possibile che dobbiamo sentirci ancora "estranei" dopo aver dato
tutto della nostra professionalità ed abnegazione allo Stato, a qualcuno dà
persino fastidio che ci sentiamo parte della famiglia dei "pubblici"...magari
anche "fannulloni" (forse chi li definisce tutti così non ha idea della
scarsa vivibilità degli ambienti e dei carichi di lavoro soverchianti) ma
nei fatti è così, mentre va avanti il circo degli appalti al massimo
ribasso, dei ricorsi e dei passaggi di mano tra società dove un dipendente a
tempo indeterminato "se vuole lavorare" si ritrova "retrocesso" a cocopro
(vada a raccontarlo al fin troppo ottimista Ministro Damiano, La prego)
sottoposti ad un progressivo peggioramento della qualità della vita o
addirittura, come nel caso di un centinaio di lavoratori di cui faccio
parte, ad un imminente licenziamento!?
Quando finirà tutto ciò ma soprattutto quando si terrà fede ai precisi
impegni presi con il Parlamento e con i cittadini?
Molti erano piuttosto giovani quando entrarono in questo impiego, ora c'è
una buona fetta di quarantenni con famiglia (c'è anche chi ha trovato l'anima
gemella tra i "ministeriali") che sono in ansia per un futuro mai così
incerto ed ingiusto.
Sarò franco (e concludo) dicendoLe che tra noi c'è chi non ha più fiducia
alcuna in Lei e pensa che stia facendo di tutto per ignorare la nostra
richiesta di aiuto e lasciare affondare la barca inseguendo altri interessi.
Come vede invece c'è ancora qualcuno che ascoltandola spesso in TV nella sua
difesa e riconoscimento di valori veri, importanti, che mettano al centro l'uomo
e la famiglia, il popolo, la società, la moralità, spera ancora in un Suo
intervento deciso che ristabilisca prima che sia troppo tardi un minimo
di.giustizia.
Dimostriamo che quello che si dice in Parlamento non è aria fritta, non
nascondiamoci dietro un dito, SE c'è la volontà una soluzione si troverà
come in tanti altri casi piuttosto simili è stato fatto da sempre.
Qualunque ristrutturazione del settore informatico (si teorizza anche su
altri soggetti pronti a rimpiazzarci, gettando al macero la nostra
esperienza) sarà sempre claudicante e moralmente condannabile senza
risolvere questa triste situazione che si tende ad insabbiare.
Augurandomi una Sua risposta ed augurandomi di reincontrarLa, invio
speranzosi saluti da parte di tutti noi."

Anonimo ha detto...

Sono sicuro che lui non lo pubblicherà...quindi lo affido a voi:

A parte il fatto che in questo blog non c'è niente di interessante, a parte il fatto che i commenti che non pubblichi tu vengono pubblicati su blog-cloni (in cui vengono pubblicati anche i tuoi interventi), a parte il fatto che di questa storiella non dovresti essere fiero...(andare al ristorante e sentirsi insultati anche dagli stranieri!!) ma chi ti crede più? Ormai sarà rimasta solo tua moglie a credere a ciò che dici...
a parte tutto ciò, non varrai mica vantarti di essere IL male dell'Italia?? Tu sei solo una costola del male dell'Italia anche se devo amettere una delle peggiori!!
P.S. so che non verrà pubblicato... sul tuo blog (su altri si hihi) ma spero che almeno tu lo legga.

un meridionale "fregato" da Prodi

Anonimo ha detto...

non sei il male dell'italia, fai parte, aimè, di questa italia, sei responsabile, forse come tutti noi, di come sta andando questa italietta. hai sicuramente fatto il tuo tempo e dovresti andartene a fare qualcosa che sai fare (se c'è qualcosa che sai fare). Beninteso, come i veltroni, i la russa, i giordano e tutti cli altri. I leghisti no, i calderoli, i bossi e tutti quegli altri padani dovrebbero essere mandati a lavorare in miniera 12 ore al giorno, perche sono ignoranti e stupidi.

Anonimo ha detto...

Come vedi parassita mantenuto che non sei altro in rete LA CENSURA NON ESISTE.

TI ABBIAMO FOTTUTO. VI FOTTEREMO TUTTI!

a lavorare!

V

Anonimo ha detto...

Clemente mastella appare ormai alla moltitudine italica, alla stregua di tutti i politici, ovvero come le banconote del monopoli, false e senza valore, aggiungerei anche la totale mancanza di dignita', dignita' personale in primis, in quanto vorrei ricordare a tutti i lettori che un indulto era EVITABILE, se avete seguito striscia, sicuramente vi siete accorti di quanti carceri incompleti vi siano sul suolo italico, carceri che potevano benissimo contenere l'esubero che, al contrario, ha prodotto l'indulto, nonche' sotto il profilo professionale, in quanto le cause scatenate del suo MAL GOVERNO del suo mandato, ha prodotto un aumento della criminalita' e morti di CITTADINI ITALIANI, a cui la coscienza di mastella, e di sua moglie, dovrebbero in primis dar conto, sono STATI UCCISI, STUPRATI, VIOLENTATI dai beneficiari del predetto indulto, la cosa piu' grave e' che mi sento responsabile, perche' io come tutti gli ITALIANI ONESTI, paghiamo il piu' che ricco stipendio a questo DISONOREVOLE! altro che chiacchere! a zappare la terra! e sono certo che non sarebbe buono neanche come raccoglitore di pomodori, ma potrei almeno avere la soddisfazione che qualche extracomunitario, da lui condonato, possa convertirlo ai piaceri dell'amore gay!

L'unica foto che farei volentieri a mastella, e' quella che normalmente si scatta ai detenuti!

Saluti

Scortez ha detto...

Vorrei incontrarlo anch'io al ristorante...sono uno studente medio, non particolarmente attivo politicamente e non sono certo un esperto di politica....eppure sono sicuro che delle argomentazioni inattaccabili per giustificarne le dimissioni riuscirei a fornirgliele.
Ma come può uno permettersi di accusare qualcun altro di superficialità, se rifiuta il dialogo persino nel proprio blog...

PS le più vive congratulazioni a chi ha inventato QUESTO blog.

blacklussury ha detto...

Peccato non essere a quel tavolo,sarei stata curiosa se riusciva a convincere anche me che lui non è male.

Anonimo ha detto...

immagino vi siate fatti una foto segnaletica...

Silvio B. ha detto...

FATTI PROCESSARE, IMBROGLIONE !

osvaldo de magistris ha detto...

il fatto che voglia approvare i commenti prima di pubblicarli la dice lunga... CODA DI PAGLIA!!!!!

grillo non ne ha bisogno... il caro Pastella non c'ha mai pensato come mai??

che chiuda questo blog inutile e ANTIDEMOCRATICO!!!!!!!!
se lui censura il mio pensiero, io voglio poter CENSURARE LE SUE LEGGI E LE MIN**IATE CHE FA TUTTI I GG IN PARLAMENTO!!!!!!

certo che lui, a differenza mia e della maggior parte di voi, può sempre SCAPPARE CON L'AEREO PRESIDENZIALE...

basta!!!!!
a casa!!!!!!!!
l'italia è nostra, non sua!!!

saluti a tutti quelli che hanno ancora una speranza nel cambiamento

Anonimo ha detto...

Fai Pena!!!!

Giuseppe ha detto...

Certo che sì!!! Il male dell'Italia sei proprio tu... e non solo!!

MisterBond ha detto...

Ecco perchè ha portato anche la moglie al Gran Premio di Formula 1: gli ha insegnato le frasi in inglese da dire ai piloti...

Anonimo ha detto...

Incredibile! Questi posti di potere devono VERAMENTE essere comodi visto che, anche a costo di fare figure meschinissime, ognuro resta attaccato a quella sedia come una mosca sulla carta moschicida nuova di pacca!

Poderosa iniziativa quella di clonare il Blog! Complimenti!

Anonimo ha detto...

Ma gli amici a cena al ristorante per caso fanno di cognome Campanella?
Mafioso bastardo pezzo di merda...

Anonimo ha detto...

Sei uno dei mali d'Italia
Anzichè prendere provvedimenti su una giustizia in stato comatoso in Calabria (processi in gran parte prescritti), anzichè fare qualcosa contro la 'ndragheta che spadroneggia , si attacca uno dei pochi giudici onesti .
Basta Mastella ! Dimettiti ! No alla 'ndragheta ! No alla massoneria , ai comitati d'affari mafiosi che uniscono politici,imprenditori,avvocati e mafiosi !
De Magistris non mollare !
Manifestiamo sotto tutti i tribunali!

Anonimo ha detto...

Mastella vattene dall'Italia!

Anonimo ha detto...

E' lei il male d'Italia? Diciamo che lei rappresenta il male dell'Italia: attaccato con la colla alla poltrona, voltafaccia (svolazzando da una maggioranza ad un'altra),fabbricatore di leggi per consolidare il suo potere. Cosa ha fatto che non va? Firmare l'indulto ad esempio? Sarebbe pronto a giurare su quanto ha di + caro ke l'indulto non è stato preconfezionato per liberare dalle patrie galere amici, parenti, servitori e colletti bianchi? Fregandosene di rimettere in strada disadattati pronti a mettere in atto i crimini + gravi?il nome Pelliciardi Daniele le dice niente? Che la giustificazione fosse le prigioni troppo piene, mi fa sbellicare, mi ricorda il "ho fatto i compiti, ma il cane li ha mangiati" di Pierino...Al Governo abbiamo bisogno di gente che lavori per il bene di TUTTI gli italiani, non per il proprio personale bene, della sua famiglia e dei suoi amici!
Marco

Marco ha detto...

LE CARCERI SI STANNO RIEMPIENDO A VISTA D'OCCHIO.

PROPONGO NUOVO INDULTO, MA CON SOGGIORNO OBBLIGATORIO A CEPPALONI!

Giovanni ha detto...

Ragazzi, grazie a Voi, ho visto il sito della deputata Napoli: è veramente tosta!
Sosteniamola.
http://angelanapoli.blogspot.com

Anonimo ha detto...

"Da qui è partita una conversazione in cui, essendomi aggiunto anche io, è andata avanti per un po'"....... c'è altro da aggiungere??? PER FAVORE, VAI A CASA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Diego ha detto...

Ma certamente idiota!! Te l'hanno dovuto spiegare che si trattava di te, ovviamente insieme a tutti i tuoi colleghi di merenda (e che merende, milionarie!!)

vernia2k ha detto...

smettila di fare la vittima...cambia lavoro!

Anonimo ha detto...

la risposta alla domanda contenuta nel titolo del suo articolo non è per nulla amletica...

SI'!

Anonimo ha detto...

Nel programma del centro sinistra c’era scrit­to: “Da quando Berlusconi è entrato in poli­tica il conflitto di interessi ha costantemente segnato la vita pubblica italiana. Ogni settore dell’iniziativa di governo è stato viziato dal conflitto di interessi: dall’informazione alle assicurazioni, dalle opere pubbliche alle so­cietà sportive. Un opaco intreccio tra politica e affari”. Poiché le cose che si leggono sono vere, la riforma riguardante i conflitti di inte­resse avrebbe dovuto essere la madre di tutte le riforme. E, invece, la riforma è diventata una riformetta. Intanto perché è difficile fare una riforma degna di questo nome se non si hanno le carte in regola. Purtroppo, tra i 102 ministri e sottosegretari del governo Prodi, al momento della presentazione alle Camere ce n’erano ben 24 in conflitto di interessi (Corrie­re-23-5-06). Cito, sempre dal Corriere alcuni nomi noti: Antonio Di Pietro (presidente di una immobiliare di sua proprietà); Linda Lan­zillotta (membro del consiglio di amministra­zione ENAV); Luigi Nicolais (amministratore delle industrie Piacenza Sea associate); Paolo De Castro (amministratore Fiere di Parma); Alessandro Bianchi (consigliere parco tecno­logico della Calabria); Andrea Marcucci (in­carichi nel suo gruppo imprenditoriale). E mi fermo.
La legge Frattini c’è ancora e il conflitto d’in­teressi non è fra le priorità di Prodi
Poiché il conflitto scatta in base alla legge Frat­tini che tutti abbiamo bollato come una delle leggi ad personam del governo Berlusconi, se ne deduce che se la legge fosse stata rigoro­sa, anziché 24, probabilmente, sarebbero stati molti di più. Ora, dal punto di vista formale, gli interessati avranno anche provveduto. Ma la percentuale davvero elevata di membri del governo con conflitti di interesse testimonia una propensione alla commistione tra politica e affari che inquieta e non poco.


E le note negative non finiscono qui. Tra le 12 priorità di Prodi la riforma dei conflitti di inte­resse non ha trovato spazio. Inoltre, la propo­sta di legge del centro sinistra, in discussione alla Camera da un anno, lascia di stucco. Nella relazione di Luciano Violante è scritto che la proposta “riprende l’ispirazione di fondo della legge Frattini” che è stata “emendata” a cau­sa delle osservazioni dell’Autorità Antitrust. Questo spiega perché l’Unione non ha abroga­to le leggi vergogna. Inoltre, il relatore scrive che non si è potuto far ricorso all’istituto della ineleggibilità perché la Corte Costituzionale a più riprese ha “dimostrato il proprio sfavore rimarcando l’esigenza di evitare il più possibi­le di porre ostacoli alla eleggibilità”. La Corte non ha mai messo in discussione la legge del 1957 che prevede la ineleggibilità a parlamen­tare dei concessionari di pubblici servizi. La Corte, invece, già con una sentenza del 1972, ribadita da altra sentenza del 1993, si era pro­nunciata contro le interpretazioni formalistiche della legge, come quelle adottate dalla Giunta delle elezioni nel 1994 e nel 1996 per giustifi­care la eleggibilità di Berlusconi. La Corte ha sempre detto che la posizione di dominanza di Mediaset, che non è certo cambiata, è incosti­tuzionale perché mette in discussione il plura­lismo dell’informazione.
Motesquieu, che di leggi se ne intendeva, ha scritto: “Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie”. Questo è proprio il nostro caso: la proposta del centro sinistra è inutile e non solo per le ragioni che ho detto. “Ovunque nel mondo le regole che reggono i rapporti tra gli Stati, la democrazia, le relazioni socia­li, la competizione economica, sono stravolte da conflitti di interesse e da commistioni tra politica e affari. A monte di ogni conflitto di interesse c’è un difetto di informazione che impedisce di prenderne coscienza e di preve­nirlo”. Questa è la sintesi del libro “Il governo dei conflitti” (Veltri-Paola, Longanesi) che si legge in copertina. Il titolo parla da solo: o si governano i conflitti di interesse o si viene go­vernati da essi. La dedica a Paolo Sylos Labini e la bellissima prefazione di Augusto Barbera, non sono casuali. Dopo oltre 40 presentazioni, in giro per il paese, posso trarre alcune con­clusioni:
- il conflitto di interesse è stato identificato con quello di Berlusconi e soprattutto con la sua persona;
- quasi tutti sono convinti che l’argomento ri­guardi solo chi ha posizioni di governo;
- i meno recettivi sono, per ragioni di opportu­nità, i politici;
- i cittadini che partecipano scoprono che i conflitti di interesse toccano la loro vita quoti­diana e si preoccupano.
Il caso Berlusconi è solo la punta dell’iceberg
Del conflitto di interessi di Berlusconi ho già detto. Aggiungo che esso costituisce senza ombra di dubbio il caso più clamoroso al mon­do per la semplice ragione che la materia del contendere è la televisione che è in grado di orientare l’informazione, che a sua volta può influenzare le scelte elettorali e quindi può incidere direttamente sulla democrazia sia al momento del voto che nel lavoro delle istitu­zioni e nel paese. Berlusconi, anche se non è più capo del governo, mantiene una posizione dominante sul mercato, rafforzata dall’acqui­sto di Endemol e il suo conflitto di interesse rimane intatto e anche se fosse approvata la proposta di legge del centro sinistra non cam­bierebbe niente. Il guaio è che parlando per anni solo di lui e del suo conflitto di interes­se è passato il messaggio secondo il quale lo si vuole perseguitare. Ecco perché il governo dovrebbe presentare una legge generale, di sistema, come noi proponiamo nel libro, che affronti la questione di tutti i conflitti di in­teresse. In questo modo il Cavaliere non po­trebbe più dire: vi occupate solo di me e mi perseguitate.Purtroppo, anche la proposta del centro sini­stra si occupa solo dei conflitti di interesse dei membri del governo, mentre i conflitti di interesse attraversano tutta la vita pubblica, compresa la politica e i partiti e i settori pri­vati dell’economia, della finanza, dello sport. Tutti gli scandali degli ultimi anni: dai crac Parmalat e Cirio, a Calciopoli, alle scalate alle banche dei furbetti del quartierino, ai partiti e alla politica, sono preceduti da conflitti di inte­resse che emergono e vengono conosciuti dal grande pubblico quando si commettono reati e interviene la magistratura per reprimerli. Ma a quel punto i guasti sono fatti.
Qualche esempio per capire meglio.
Informazione - Se l’informazione fosse stata corretta avrebbe parlato dei conflitti di interes­se di Tanzi capo e padrone di Parmalat prima che lo stesso commettesse reati scavando un enorme buco di bilancio. A quel punto le auto­rità di controllo avrebbero potuto intervenire, Tanzi sarebbe stato bloccato e i risparmiatori non ci avrebbero rimesso i loro risparmi.
Industria farmaceutica - La stessa cosa si sarebbe potuta fare nell’industria farmaceutica dove tutta la filiera: industria, ricerca scienti­fica, riviste scientifiche, medici, associazioni dei familiari dei malati e autorità di controllo che decidono se una medicina è sicura e può essere messa sul mercato, è sovvenzionata dall’industria. Anche in questo caso, poiché l’industria che produce un farmaco spende molti soldi per la ricerca e la pubblicità, se il farmaco prodotto non è dei migliori e magari non è più efficace di un farmaco generico che costa molto meno, cerca di venderlo lo stesso e quindi si determina un conflitto tra gli inte­ressi dell’industria e quelli dei cittadini, che incide negativamente sulle loro tasche o sulla loro salute, con conseguenze gravissime che possono essere anche mortali.
Calciopoli- Nel calcio, lo sport più amato dagli italiani, le cose non cambiano. In piena calciopoli i giornali hanno parlato di una cupo­la del calcio paragonandola a quella mafiosa. Anche in questo caso, a monte degli scandali, c’erano enormi conflitti di interesse di Moggi, Geronzi, e dei loro figli che avevano costituito la GEA dove erano costretti a passare giovani giocatori se volevano giocare e squadre di cal­cio che avevano bisogno di finanziamenti. Poi­ché tutto è avvenuto all’italiana e in due mesi al Terrore è seguito il Termidoro e la Restaura­zione i risultati sono evidenti: stadi vuoti pieni di teppisti, partite trasformate in guerriglia e trasmissioni televisive dove veline e giocatori fanno vetrina mentre il calcio muore.
Politica - Per i partiti e la politica vale lo stesso ragionamento. Basti pensare a come sono stati nominati i Parlamentari dai capi partito, mentre la Costituzione ne prevede la elezione e come sia stato elargito il finanzia­mento pubblico cancellato da un referendum popolare, i cui bilanci sono falsi, ma nessun magistrato può indagare perché i partiti sono associazioni private senza alcuna responsabi­lità di fronte alla legge. In questi casi siamo di fronte ad un enorme conflitto di interesse tra i partiti e i cittadini.
Telecom - Per restare ai casi nazionali è opportuno riflettere su quanto è avvenuto in Telecom. Prima dello scontro tra Tronchetti Provera e Prodi e dello scandalo delle inter­cettazioni false e illegali, mai si era parlato dei conflitti di interesse di Tronchetti dovuti alla sua presenza nella catena di comando di Pi­relli, Olimpia controllante di Telecom che ha accumulato un enorme debito con le banche, pagato con lo smantellamento e la vendita di parti importanti dei comparti industriali della Pirelli. Si è saputo tutto quando sono scoppia­ti gli scandali, è intervenuta la magistratura e Tronchetti si è dimesso.
Persone comuni- Ma i conflitti di interesse riguardano anche la vita quotidiana delle per­sone comuni. Per capirlo basti pensare a come avvengono le assunzioni nella pubblica ammi­nistrazione e nelle aziende a capitale pubblico; come sono scelti gli amministratori; come si fa carriera nell’Università e negli Ospedali, come sono congegnate le liste di attesa e quan­te volte per evitare mesi di attesa, si fa un esa­me a pagamento in pochi giorni, magari in un laboratorio privato, quando si avrebbe diritto di farlo gratis. Insomma, i conflitti di interesse sono come un cancro che può essere evitato se si fa la prevenzione primaria altrimenti si sviluppa, dà metastasi e l’ammalato muore. Per questo, quando interviene la magistratura è troppo tardi.
Cosa si può fare
Per concludere, abbiamo proposto di include­re il conflitto di interesse nell’articolo 3 della Costituzione, che ne costituisce il pilastro, per le seguenti ragioni.
Esso mette in discussione valori costituziona­li fondamentali quali la dignità e l’autonomia della politica, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la concorrenza nel mercato e la competitività delle imprese. Poiché non si può fare una legge sul conflitto di interesse per ciascuna legge che approva il Parlamento, la sua costituzionalizzazione farebbe scattare l’intervento della Corte Costituzionale ogni volta che una legge include o favorisce conflit­ti di interesse. La proposta dovrebbe prenderla a volo il centro sinistra per mettere alla prova i liberali di questo paese e far venire allo sco­perto i sedicenti liberali. Ma anche gli impren­ditori seri che un giorno sì e l’altro pure parla­no di concorrenza e di competitività. Ebbene, quella che noi indichiamo è la strada maestra per conseguirle davvero.

Anonimo ha detto...

Nel programma del centro sinistra c’era scrit­to: “Da quando Berlusconi è entrato in poli­tica il conflitto di interessi ha costantemente segnato la vita pubblica italiana. Ogni settore dell’iniziativa di governo è stato viziato dal conflitto di interessi: dall’informazione alle assicurazioni, dalle opere pubbliche alle so­cietà sportive. Un opaco intreccio tra politica e affari”. Poiché le cose che si leggono sono vere, la riforma riguardante i conflitti di inte­resse avrebbe dovuto essere la madre di tutte le riforme. E, invece, la riforma è diventata una riformetta. Intanto perché è difficile fare una riforma degna di questo nome se non si hanno le carte in regola. Purtroppo, tra i 102 ministri e sottosegretari del governo Prodi, al momento della presentazione alle Camere ce n’erano ben 24 in conflitto di interessi (Corrie­re-23-5-06). Cito, sempre dal Corriere alcuni nomi noti: Antonio Di Pietro (presidente di una immobiliare di sua proprietà); Linda Lan­zillotta (membro del consiglio di amministra­zione ENAV); Luigi Nicolais (amministratore delle industrie Piacenza Sea associate); Paolo De Castro (amministratore Fiere di Parma); Alessandro Bianchi (consigliere parco tecno­logico della Calabria); Andrea Marcucci (in­carichi nel suo gruppo imprenditoriale). E mi fermo.
La legge Frattini c’è ancora e il conflitto d’in­teressi non è fra le priorità di Prodi
Poiché il conflitto scatta in base alla legge Frat­tini che tutti abbiamo bollato come una delle leggi ad personam del governo Berlusconi, se ne deduce che se la legge fosse stata rigoro­sa, anziché 24, probabilmente, sarebbero stati molti di più. Ora, dal punto di vista formale, gli interessati avranno anche provveduto. Ma la percentuale davvero elevata di membri del governo con conflitti di interesse testimonia una propensione alla commistione tra politica e affari che inquieta e non poco.


E le note negative non finiscono qui. Tra le 12 priorità di Prodi la riforma dei conflitti di inte­resse non ha trovato spazio. Inoltre, la propo­sta di legge del centro sinistra, in discussione alla Camera da un anno, lascia di stucco. Nella relazione di Luciano Violante è scritto che la proposta “riprende l’ispirazione di fondo della legge Frattini” che è stata “emendata” a cau­sa delle osservazioni dell’Autorità Antitrust. Questo spiega perché l’Unione non ha abroga­to le leggi vergogna. Inoltre, il relatore scrive che non si è potuto far ricorso all’istituto della ineleggibilità perché la Corte Costituzionale a più riprese ha “dimostrato il proprio sfavore rimarcando l’esigenza di evitare il più possibi­le di porre ostacoli alla eleggibilità”. La Corte non ha mai messo in discussione la legge del 1957 che prevede la ineleggibilità a parlamen­tare dei concessionari di pubblici servizi. La Corte, invece, già con una sentenza del 1972, ribadita da altra sentenza del 1993, si era pro­nunciata contro le interpretazioni formalistiche della legge, come quelle adottate dalla Giunta delle elezioni nel 1994 e nel 1996 per giustifi­care la eleggibilità di Berlusconi. La Corte ha sempre detto che la posizione di dominanza di Mediaset, che non è certo cambiata, è incosti­tuzionale perché mette in discussione il plura­lismo dell’informazione.
Motesquieu, che di leggi se ne intendeva, ha scritto: “Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie”. Questo è proprio il nostro caso: la proposta del centro sinistra è inutile e non solo per le ragioni che ho detto. “Ovunque nel mondo le regole che reggono i rapporti tra gli Stati, la democrazia, le relazioni socia­li, la competizione economica, sono stravolte da conflitti di interesse e da commistioni tra politica e affari. A monte di ogni conflitto di interesse c’è un difetto di informazione che impedisce di prenderne coscienza e di preve­nirlo”. Questa è la sintesi del libro “Il governo dei conflitti” (Veltri-Paola, Longanesi) che si legge in copertina. Il titolo parla da solo: o si governano i conflitti di interesse o si viene go­vernati da essi. La dedica a Paolo Sylos Labini e la bellissima prefazione di Augusto Barbera, non sono casuali. Dopo oltre 40 presentazioni, in giro per il paese, posso trarre alcune con­clusioni:
- il conflitto di interesse è stato identificato con quello di Berlusconi e soprattutto con la sua persona;
- quasi tutti sono convinti che l’argomento ri­guardi solo chi ha posizioni di governo;
- i meno recettivi sono, per ragioni di opportu­nità, i politici;
- i cittadini che partecipano scoprono che i conflitti di interesse toccano la loro vita quoti­diana e si preoccupano.
Il caso Berlusconi è solo la punta dell’iceberg
Del conflitto di interessi di Berlusconi ho già detto. Aggiungo che esso costituisce senza ombra di dubbio il caso più clamoroso al mon­do per la semplice ragione che la materia del contendere è la televisione che è in grado di orientare l’informazione, che a sua volta può influenzare le scelte elettorali e quindi può incidere direttamente sulla democrazia sia al momento del voto che nel lavoro delle istitu­zioni e nel paese. Berlusconi, anche se non è più capo del governo, mantiene una posizione dominante sul mercato, rafforzata dall’acqui­sto di Endemol e il suo conflitto di interesse rimane intatto e anche se fosse approvata la proposta di legge del centro sinistra non cam­bierebbe niente. Il guaio è che parlando per anni solo di lui e del suo conflitto di interes­se è passato il messaggio secondo il quale lo si vuole perseguitare. Ecco perché il governo dovrebbe presentare una legge generale, di sistema, come noi proponiamo nel libro, che affronti la questione di tutti i conflitti di in­teresse. In questo modo il Cavaliere non po­trebbe più dire: vi occupate solo di me e mi perseguitate.Purtroppo, anche la proposta del centro sini­stra si occupa solo dei conflitti di interesse dei membri del governo, mentre i conflitti di interesse attraversano tutta la vita pubblica, compresa la politica e i partiti e i settori pri­vati dell’economia, della finanza, dello sport. Tutti gli scandali degli ultimi anni: dai crac Parmalat e Cirio, a Calciopoli, alle scalate alle banche dei furbetti del quartierino, ai partiti e alla politica, sono preceduti da conflitti di inte­resse che emergono e vengono conosciuti dal grande pubblico quando si commettono reati e interviene la magistratura per reprimerli. Ma a quel punto i guasti sono fatti.
Qualche esempio per capire meglio.
Informazione - Se l’informazione fosse stata corretta avrebbe parlato dei conflitti di interes­se di Tanzi capo e padrone di Parmalat prima che lo stesso commettesse reati scavando un enorme buco di bilancio. A quel punto le auto­rità di controllo avrebbero potuto intervenire, Tanzi sarebbe stato bloccato e i risparmiatori non ci avrebbero rimesso i loro risparmi.
Industria farmaceutica - La stessa cosa si sarebbe potuta fare nell’industria farmaceutica dove tutta la filiera: industria, ricerca scienti­fica, riviste scientifiche, medici, associazioni dei familiari dei malati e autorità di controllo che decidono se una medicina è sicura e può essere messa sul mercato, è sovvenzionata dall’industria. Anche in questo caso, poiché l’industria che produce un farmaco spende molti soldi per la ricerca e la pubblicità, se il farmaco prodotto non è dei migliori e magari non è più efficace di un farmaco generico che costa molto meno, cerca di venderlo lo stesso e quindi si determina un conflitto tra gli inte­ressi dell’industria e quelli dei cittadini, che incide negativamente sulle loro tasche o sulla loro salute, con conseguenze gravissime che possono essere anche mortali.
Calciopoli- Nel calcio, lo sport più amato dagli italiani, le cose non cambiano. In piena calciopoli i giornali hanno parlato di una cupo­la del calcio paragonandola a quella mafiosa. Anche in questo caso, a monte degli scandali, c’erano enormi conflitti di interesse di Moggi, Geronzi, e dei loro figli che avevano costituito la GEA dove erano costretti a passare giovani giocatori se volevano giocare e squadre di cal­cio che avevano bisogno di finanziamenti. Poi­ché tutto è avvenuto all’italiana e in due mesi al Terrore è seguito il Termidoro e la Restaura­zione i risultati sono evidenti: stadi vuoti pieni di teppisti, partite trasformate in guerriglia e trasmissioni televisive dove veline e giocatori fanno vetrina mentre il calcio muore.
Politica - Per i partiti e la politica vale lo stesso ragionamento. Basti pensare a come sono stati nominati i Parlamentari dai capi partito, mentre la Costituzione ne prevede la elezione e come sia stato elargito il finanzia­mento pubblico cancellato da un referendum popolare, i cui bilanci sono falsi, ma nessun magistrato può indagare perché i partiti sono associazioni private senza alcuna responsabi­lità di fronte alla legge. In questi casi siamo di fronte ad un enorme conflitto di interesse tra i partiti e i cittadini.
Telecom - Per restare ai casi nazionali è opportuno riflettere su quanto è avvenuto in Telecom. Prima dello scontro tra Tronchetti Provera e Prodi e dello scandalo delle inter­cettazioni false e illegali, mai si era parlato dei conflitti di interesse di Tronchetti dovuti alla sua presenza nella catena di comando di Pi­relli, Olimpia controllante di Telecom che ha accumulato un enorme debito con le banche, pagato con lo smantellamento e la vendita di parti importanti dei comparti industriali della Pirelli. Si è saputo tutto quando sono scoppia­ti gli scandali, è intervenuta la magistratura e Tronchetti si è dimesso.
Persone comuni- Ma i conflitti di interesse riguardano anche la vita quotidiana delle per­sone comuni. Per capirlo basti pensare a come avvengono le assunzioni nella pubblica ammi­nistrazione e nelle aziende a capitale pubblico; come sono scelti gli amministratori; come si fa carriera nell’Università e negli Ospedali, come sono congegnate le liste di attesa e quan­te volte per evitare mesi di attesa, si fa un esa­me a pagamento in pochi giorni, magari in un laboratorio privato, quando si avrebbe diritto di farlo gratis. Insomma, i conflitti di interesse sono come un cancro che può essere evitato se si fa la prevenzione primaria altrimenti si sviluppa, dà metastasi e l’ammalato muore. Per questo, quando interviene la magistratura è troppo tardi.
Cosa si può fare
Per concludere, abbiamo proposto di include­re il conflitto di interesse nell’articolo 3 della Costituzione, che ne costituisce il pilastro, per le seguenti ragioni.
Esso mette in discussione valori costituziona­li fondamentali quali la dignità e l’autonomia della politica, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la concorrenza nel mercato e la competitività delle imprese. Poiché non si può fare una legge sul conflitto di interesse per ciascuna legge che approva il Parlamento, la sua costituzionalizzazione farebbe scattare l’intervento della Corte Costituzionale ogni volta che una legge include o favorisce conflit­ti di interesse. La proposta dovrebbe prenderla a volo il centro sinistra per mettere alla prova i liberali di questo paese e far venire allo sco­perto i sedicenti liberali. Ma anche gli impren­ditori seri che un giorno sì e l’altro pure parla­no di concorrenza e di competitività. Ebbene, quella che noi indichiamo è la strada maestra per conseguirle davvero.

Anonimo ha detto...

Nel programma del centro sinistra c’era scrit­to: “Da quando Berlusconi è entrato in poli­tica il conflitto di interessi ha costantemente segnato la vita pubblica italiana. Ogni settore dell’iniziativa di governo è stato viziato dal conflitto di interessi: dall’informazione alle assicurazioni, dalle opere pubbliche alle so­cietà sportive. Un opaco intreccio tra politica e affari”. Poiché le cose che si leggono sono vere, la riforma riguardante i conflitti di inte­resse avrebbe dovuto essere la madre di tutte le riforme. E, invece, la riforma è diventata una riformetta. Intanto perché è difficile fare una riforma degna di questo nome se non si hanno le carte in regola. Purtroppo, tra i 102 ministri e sottosegretari del governo Prodi, al momento della presentazione alle Camere ce n’erano ben 24 in conflitto di interessi (Corrie­re-23-5-06). Cito, sempre dal Corriere alcuni nomi noti: Antonio Di Pietro (presidente di una immobiliare di sua proprietà); Linda Lan­zillotta (membro del consiglio di amministra­zione ENAV); Luigi Nicolais (amministratore delle industrie Piacenza Sea associate); Paolo De Castro (amministratore Fiere di Parma); Alessandro Bianchi (consigliere parco tecno­logico della Calabria); Andrea Marcucci (in­carichi nel suo gruppo imprenditoriale). E mi fermo.
La legge Frattini c’è ancora e il conflitto d’in­teressi non è fra le priorità di Prodi
Poiché il conflitto scatta in base alla legge Frat­tini che tutti abbiamo bollato come una delle leggi ad personam del governo Berlusconi, se ne deduce che se la legge fosse stata rigoro­sa, anziché 24, probabilmente, sarebbero stati molti di più. Ora, dal punto di vista formale, gli interessati avranno anche provveduto. Ma la percentuale davvero elevata di membri del governo con conflitti di interesse testimonia una propensione alla commistione tra politica e affari che inquieta e non poco.


E le note negative non finiscono qui. Tra le 12 priorità di Prodi la riforma dei conflitti di inte­resse non ha trovato spazio. Inoltre, la propo­sta di legge del centro sinistra, in discussione alla Camera da un anno, lascia di stucco. Nella relazione di Luciano Violante è scritto che la proposta “riprende l’ispirazione di fondo della legge Frattini” che è stata “emendata” a cau­sa delle osservazioni dell’Autorità Antitrust. Questo spiega perché l’Unione non ha abroga­to le leggi vergogna. Inoltre, il relatore scrive che non si è potuto far ricorso all’istituto della ineleggibilità perché la Corte Costituzionale a più riprese ha “dimostrato il proprio sfavore rimarcando l’esigenza di evitare il più possibi­le di porre ostacoli alla eleggibilità”. La Corte non ha mai messo in discussione la legge del 1957 che prevede la ineleggibilità a parlamen­tare dei concessionari di pubblici servizi. La Corte, invece, già con una sentenza del 1972, ribadita da altra sentenza del 1993, si era pro­nunciata contro le interpretazioni formalistiche della legge, come quelle adottate dalla Giunta delle elezioni nel 1994 e nel 1996 per giustifi­care la eleggibilità di Berlusconi. La Corte ha sempre detto che la posizione di dominanza di Mediaset, che non è certo cambiata, è incosti­tuzionale perché mette in discussione il plura­lismo dell’informazione.
Motesquieu, che di leggi se ne intendeva, ha scritto: “Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie”. Questo è proprio il nostro caso: la proposta del centro sinistra è inutile e non solo per le ragioni che ho detto. “Ovunque nel mondo le regole che reggono i rapporti tra gli Stati, la democrazia, le relazioni socia­li, la competizione economica, sono stravolte da conflitti di interesse e da commistioni tra politica e affari. A monte di ogni conflitto di interesse c’è un difetto di informazione che impedisce di prenderne coscienza e di preve­nirlo”. Questa è la sintesi del libro “Il governo dei conflitti” (Veltri-Paola, Longanesi) che si legge in copertina. Il titolo parla da solo: o si governano i conflitti di interesse o si viene go­vernati da essi. La dedica a Paolo Sylos Labini e la bellissima prefazione di Augusto Barbera, non sono casuali. Dopo oltre 40 presentazioni, in giro per il paese, posso trarre alcune con­clusioni:
- il conflitto di interesse è stato identificato con quello di Berlusconi e soprattutto con la sua persona;
- quasi tutti sono convinti che l’argomento ri­guardi solo chi ha posizioni di governo;
- i meno recettivi sono, per ragioni di opportu­nità, i politici;
- i cittadini che partecipano scoprono che i conflitti di interesse toccano la loro vita quoti­diana e si preoccupano.
Il caso Berlusconi è solo la punta dell’iceberg
Del conflitto di interessi di Berlusconi ho già detto. Aggiungo che esso costituisce senza ombra di dubbio il caso più clamoroso al mon­do per la semplice ragione che la materia del contendere è la televisione che è in grado di orientare l’informazione, che a sua volta può influenzare le scelte elettorali e quindi può incidere direttamente sulla democrazia sia al momento del voto che nel lavoro delle istitu­zioni e nel paese. Berlusconi, anche se non è più capo del governo, mantiene una posizione dominante sul mercato, rafforzata dall’acqui­sto di Endemol e il suo conflitto di interesse rimane intatto e anche se fosse approvata la proposta di legge del centro sinistra non cam­bierebbe niente. Il guaio è che parlando per anni solo di lui e del suo conflitto di interes­se è passato il messaggio secondo il quale lo si vuole perseguitare. Ecco perché il governo dovrebbe presentare una legge generale, di sistema, come noi proponiamo nel libro, che affronti la questione di tutti i conflitti di in­teresse. In questo modo il Cavaliere non po­trebbe più dire: vi occupate solo di me e mi perseguitate.Purtroppo, anche la proposta del centro sini­stra si occupa solo dei conflitti di interesse dei membri del governo, mentre i conflitti di interesse attraversano tutta la vita pubblica, compresa la politica e i partiti e i settori pri­vati dell’economia, della finanza, dello sport. Tutti gli scandali degli ultimi anni: dai crac Parmalat e Cirio, a Calciopoli, alle scalate alle banche dei furbetti del quartierino, ai partiti e alla politica, sono preceduti da conflitti di inte­resse che emergono e vengono conosciuti dal grande pubblico quando si commettono reati e interviene la magistratura per reprimerli. Ma a quel punto i guasti sono fatti.
Qualche esempio per capire meglio.
Informazione - Se l’informazione fosse stata corretta avrebbe parlato dei conflitti di interes­se di Tanzi capo e padrone di Parmalat prima che lo stesso commettesse reati scavando un enorme buco di bilancio. A quel punto le auto­rità di controllo avrebbero potuto intervenire, Tanzi sarebbe stato bloccato e i risparmiatori non ci avrebbero rimesso i loro risparmi.
Industria farmaceutica - La stessa cosa si sarebbe potuta fare nell’industria farmaceutica dove tutta la filiera: industria, ricerca scienti­fica, riviste scientifiche, medici, associazioni dei familiari dei malati e autorità di controllo che decidono se una medicina è sicura e può essere messa sul mercato, è sovvenzionata dall’industria. Anche in questo caso, poiché l’industria che produce un farmaco spende molti soldi per la ricerca e la pubblicità, se il farmaco prodotto non è dei migliori e magari non è più efficace di un farmaco generico che costa molto meno, cerca di venderlo lo stesso e quindi si determina un conflitto tra gli inte­ressi dell’industria e quelli dei cittadini, che incide negativamente sulle loro tasche o sulla loro salute, con conseguenze gravissime che possono essere anche mortali.
Calciopoli- Nel calcio, lo sport più amato dagli italiani, le cose non cambiano. In piena calciopoli i giornali hanno parlato di una cupo­la del calcio paragonandola a quella mafiosa. Anche in questo caso, a monte degli scandali, c’erano enormi conflitti di interesse di Moggi, Geronzi, e dei loro figli che avevano costituito la GEA dove erano costretti a passare giovani giocatori se volevano giocare e squadre di cal­cio che avevano bisogno di finanziamenti. Poi­ché tutto è avvenuto all’italiana e in due mesi al Terrore è seguito il Termidoro e la Restaura­zione i risultati sono evidenti: stadi vuoti pieni di teppisti, partite trasformate in guerriglia e trasmissioni televisive dove veline e giocatori fanno vetrina mentre il calcio muore.
Politica - Per i partiti e la politica vale lo stesso ragionamento. Basti pensare a come sono stati nominati i Parlamentari dai capi partito, mentre la Costituzione ne prevede la elezione e come sia stato elargito il finanzia­mento pubblico cancellato da un referendum popolare, i cui bilanci sono falsi, ma nessun magistrato può indagare perché i partiti sono associazioni private senza alcuna responsabi­lità di fronte alla legge. In questi casi siamo di fronte ad un enorme conflitto di interesse tra i partiti e i cittadini.
Telecom - Per restare ai casi nazionali è opportuno riflettere su quanto è avvenuto in Telecom. Prima dello scontro tra Tronchetti Provera e Prodi e dello scandalo delle inter­cettazioni false e illegali, mai si era parlato dei conflitti di interesse di Tronchetti dovuti alla sua presenza nella catena di comando di Pi­relli, Olimpia controllante di Telecom che ha accumulato un enorme debito con le banche, pagato con lo smantellamento e la vendita di parti importanti dei comparti industriali della Pirelli. Si è saputo tutto quando sono scoppia­ti gli scandali, è intervenuta la magistratura e Tronchetti si è dimesso.
Persone comuni- Ma i conflitti di interesse riguardano anche la vita quotidiana delle per­sone comuni. Per capirlo basti pensare a come avvengono le assunzioni nella pubblica ammi­nistrazione e nelle aziende a capitale pubblico; come sono scelti gli amministratori; come si fa carriera nell’Università e negli Ospedali, come sono congegnate le liste di attesa e quan­te volte per evitare mesi di attesa, si fa un esa­me a pagamento in pochi giorni, magari in un laboratorio privato, quando si avrebbe diritto di farlo gratis. Insomma, i conflitti di interesse sono come un cancro che può essere evitato se si fa la prevenzione primaria altrimenti si sviluppa, dà metastasi e l’ammalato muore. Per questo, quando interviene la magistratura è troppo tardi.
Cosa si può fare
Per concludere, abbiamo proposto di include­re il conflitto di interesse nell’articolo 3 della Costituzione, che ne costituisce il pilastro, per le seguenti ragioni.
Esso mette in discussione valori costituziona­li fondamentali quali la dignità e l’autonomia della politica, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la concorrenza nel mercato e la competitività delle imprese. Poiché non si può fare una legge sul conflitto di interesse per ciascuna legge che approva il Parlamento, la sua costituzionalizzazione farebbe scattare l’intervento della Corte Costituzionale ogni volta che una legge include o favorisce conflit­ti di interesse. La proposta dovrebbe prenderla a volo il centro sinistra per mettere alla prova i liberali di questo paese e far venire allo sco­perto i sedicenti liberali. Ma anche gli impren­ditori seri che un giorno sì e l’altro pure parla­no di concorrenza e di competitività. Ebbene, quella che noi indichiamo è la strada maestra per conseguirle davvero.

Anonimo ha detto...

Nel programma del centro sinistra c’era scrit­to: “Da quando Berlusconi è entrato in poli­tica il conflitto di interessi ha costantemente segnato la vita pubblica italiana. Ogni settore dell’iniziativa di governo è stato viziato dal conflitto di interessi: dall’informazione alle assicurazioni, dalle opere pubbliche alle so­cietà sportive. Un opaco intreccio tra politica e affari”. Poiché le cose che si leggono sono vere, la riforma riguardante i conflitti di inte­resse avrebbe dovuto essere la madre di tutte le riforme. E, invece, la riforma è diventata una riformetta. Intanto perché è difficile fare una riforma degna di questo nome se non si hanno le carte in regola. Purtroppo, tra i 102 ministri e sottosegretari del governo Prodi, al momento della presentazione alle Camere ce n’erano ben 24 in conflitto di interessi (Corrie­re-23-5-06). Cito, sempre dal Corriere alcuni nomi noti: Antonio Di Pietro (presidente di una immobiliare di sua proprietà); Linda Lan­zillotta (membro del consiglio di amministra­zione ENAV); Luigi Nicolais (amministratore delle industrie Piacenza Sea associate); Paolo De Castro (amministratore Fiere di Parma); Alessandro Bianchi (consigliere parco tecno­logico della Calabria); Andrea Marcucci (in­carichi nel suo gruppo imprenditoriale). E mi fermo.
La legge Frattini c’è ancora e il conflitto d’in­teressi non è fra le priorità di Prodi
Poiché il conflitto scatta in base alla legge Frat­tini che tutti abbiamo bollato come una delle leggi ad personam del governo Berlusconi, se ne deduce che se la legge fosse stata rigoro­sa, anziché 24, probabilmente, sarebbero stati molti di più. Ora, dal punto di vista formale, gli interessati avranno anche provveduto. Ma la percentuale davvero elevata di membri del governo con conflitti di interesse testimonia una propensione alla commistione tra politica e affari che inquieta e non poco.


E le note negative non finiscono qui. Tra le 12 priorità di Prodi la riforma dei conflitti di inte­resse non ha trovato spazio. Inoltre, la propo­sta di legge del centro sinistra, in discussione alla Camera da un anno, lascia di stucco. Nella relazione di Luciano Violante è scritto che la proposta “riprende l’ispirazione di fondo della legge Frattini” che è stata “emendata” a cau­sa delle osservazioni dell’Autorità Antitrust. Questo spiega perché l’Unione non ha abroga­to le leggi vergogna. Inoltre, il relatore scrive che non si è potuto far ricorso all’istituto della ineleggibilità perché la Corte Costituzionale a più riprese ha “dimostrato il proprio sfavore rimarcando l’esigenza di evitare il più possibi­le di porre ostacoli alla eleggibilità”. La Corte non ha mai messo in discussione la legge del 1957 che prevede la ineleggibilità a parlamen­tare dei concessionari di pubblici servizi. La Corte, invece, già con una sentenza del 1972, ribadita da altra sentenza del 1993, si era pro­nunciata contro le interpretazioni formalistiche della legge, come quelle adottate dalla Giunta delle elezioni nel 1994 e nel 1996 per giustifi­care la eleggibilità di Berlusconi. La Corte ha sempre detto che la posizione di dominanza di Mediaset, che non è certo cambiata, è incosti­tuzionale perché mette in discussione il plura­lismo dell’informazione.
Motesquieu, che di leggi se ne intendeva, ha scritto: “Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie”. Questo è proprio il nostro caso: la proposta del centro sinistra è inutile e non solo per le ragioni che ho detto. “Ovunque nel mondo le regole che reggono i rapporti tra gli Stati, la democrazia, le relazioni socia­li, la competizione economica, sono stravolte da conflitti di interesse e da commistioni tra politica e affari. A monte di ogni conflitto di interesse c’è un difetto di informazione che impedisce di prenderne coscienza e di preve­nirlo”. Questa è la sintesi del libro “Il governo dei conflitti” (Veltri-Paola, Longanesi) che si legge in copertina. Il titolo parla da solo: o si governano i conflitti di interesse o si viene go­vernati da essi. La dedica a Paolo Sylos Labini e la bellissima prefazione di Augusto Barbera, non sono casuali. Dopo oltre 40 presentazioni, in giro per il paese, posso trarre alcune con­clusioni:
- il conflitto di interesse è stato identificato con quello di Berlusconi e soprattutto con la sua persona;
- quasi tutti sono convinti che l’argomento ri­guardi solo chi ha posizioni di governo;
- i meno recettivi sono, per ragioni di opportu­nità, i politici;
- i cittadini che partecipano scoprono che i conflitti di interesse toccano la loro vita quoti­diana e si preoccupano.
Il caso Berlusconi è solo la punta dell’iceberg
Del conflitto di interessi di Berlusconi ho già detto. Aggiungo che esso costituisce senza ombra di dubbio il caso più clamoroso al mon­do per la semplice ragione che la materia del contendere è la televisione che è in grado di orientare l’informazione, che a sua volta può influenzare le scelte elettorali e quindi può incidere direttamente sulla democrazia sia al momento del voto che nel lavoro delle istitu­zioni e nel paese. Berlusconi, anche se non è più capo del governo, mantiene una posizione dominante sul mercato, rafforzata dall’acqui­sto di Endemol e il suo conflitto di interesse rimane intatto e anche se fosse approvata la proposta di legge del centro sinistra non cam­bierebbe niente. Il guaio è che parlando per anni solo di lui e del suo conflitto di interes­se è passato il messaggio secondo il quale lo si vuole perseguitare. Ecco perché il governo dovrebbe presentare una legge generale, di sistema, come noi proponiamo nel libro, che affronti la questione di tutti i conflitti di in­teresse. In questo modo il Cavaliere non po­trebbe più dire: vi occupate solo di me e mi perseguitate.Purtroppo, anche la proposta del centro sini­stra si occupa solo dei conflitti di interesse dei membri del governo, mentre i conflitti di interesse attraversano tutta la vita pubblica, compresa la politica e i partiti e i settori pri­vati dell’economia, della finanza, dello sport. Tutti gli scandali degli ultimi anni: dai crac Parmalat e Cirio, a Calciopoli, alle scalate alle banche dei furbetti del quartierino, ai partiti e alla politica, sono preceduti da conflitti di inte­resse che emergono e vengono conosciuti dal grande pubblico quando si commettono reati e interviene la magistratura per reprimerli. Ma a quel punto i guasti sono fatti.
Qualche esempio per capire meglio.
Informazione - Se l’informazione fosse stata corretta avrebbe parlato dei conflitti di interes­se di Tanzi capo e padrone di Parmalat prima che lo stesso commettesse reati scavando un enorme buco di bilancio. A quel punto le auto­rità di controllo avrebbero potuto intervenire, Tanzi sarebbe stato bloccato e i risparmiatori non ci avrebbero rimesso i loro risparmi.
Industria farmaceutica - La stessa cosa si sarebbe potuta fare nell’industria farmaceutica dove tutta la filiera: industria, ricerca scienti­fica, riviste scientifiche, medici, associazioni dei familiari dei malati e autorità di controllo che decidono se una medicina è sicura e può essere messa sul mercato, è sovvenzionata dall’industria. Anche in questo caso, poiché l’industria che produce un farmaco spende molti soldi per la ricerca e la pubblicità, se il farmaco prodotto non è dei migliori e magari non è più efficace di un farmaco generico che costa molto meno, cerca di venderlo lo stesso e quindi si determina un conflitto tra gli inte­ressi dell’industria e quelli dei cittadini, che incide negativamente sulle loro tasche o sulla loro salute, con conseguenze gravissime che possono essere anche mortali.
Calciopoli- Nel calcio, lo sport più amato dagli italiani, le cose non cambiano. In piena calciopoli i giornali hanno parlato di una cupo­la del calcio paragonandola a quella mafiosa. Anche in questo caso, a monte degli scandali, c’erano enormi conflitti di interesse di Moggi, Geronzi, e dei loro figli che avevano costituito la GEA dove erano costretti a passare giovani giocatori se volevano giocare e squadre di cal­cio che avevano bisogno di finanziamenti. Poi­ché tutto è avvenuto all’italiana e in due mesi al Terrore è seguito il Termidoro e la Restaura­zione i risultati sono evidenti: stadi vuoti pieni di teppisti, partite trasformate in guerriglia e trasmissioni televisive dove veline e giocatori fanno vetrina mentre il calcio muore.
Politica - Per i partiti e la politica vale lo stesso ragionamento. Basti pensare a come sono stati nominati i Parlamentari dai capi partito, mentre la Costituzione ne prevede la elezione e come sia stato elargito il finanzia­mento pubblico cancellato da un referendum popolare, i cui bilanci sono falsi, ma nessun magistrato può indagare perché i partiti sono associazioni private senza alcuna responsabi­lità di fronte alla legge. In questi casi siamo di fronte ad un enorme conflitto di interesse tra i partiti e i cittadini.
Telecom - Per restare ai casi nazionali è opportuno riflettere su quanto è avvenuto in Telecom. Prima dello scontro tra Tronchetti Provera e Prodi e dello scandalo delle inter­cettazioni false e illegali, mai si era parlato dei conflitti di interesse di Tronchetti dovuti alla sua presenza nella catena di comando di Pi­relli, Olimpia controllante di Telecom che ha accumulato un enorme debito con le banche, pagato con lo smantellamento e la vendita di parti importanti dei comparti industriali della Pirelli. Si è saputo tutto quando sono scoppia­ti gli scandali, è intervenuta la magistratura e Tronchetti si è dimesso.
Persone comuni- Ma i conflitti di interesse riguardano anche la vita quotidiana delle per­sone comuni. Per capirlo basti pensare a come avvengono le assunzioni nella pubblica ammi­nistrazione e nelle aziende a capitale pubblico; come sono scelti gli amministratori; come si fa carriera nell’Università e negli Ospedali, come sono congegnate le liste di attesa e quan­te volte per evitare mesi di attesa, si fa un esa­me a pagamento in pochi giorni, magari in un laboratorio privato, quando si avrebbe diritto di farlo gratis. Insomma, i conflitti di interesse sono come un cancro che può essere evitato se si fa la prevenzione primaria altrimenti si sviluppa, dà metastasi e l’ammalato muore. Per questo, quando interviene la magistratura è troppo tardi.
Cosa si può fare
Per concludere, abbiamo proposto di include­re il conflitto di interesse nell’articolo 3 della Costituzione, che ne costituisce il pilastro, per le seguenti ragioni.
Esso mette in discussione valori costituziona­li fondamentali quali la dignità e l’autonomia della politica, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la concorrenza nel mercato e la competitività delle imprese. Poiché non si può fare una legge sul conflitto di interesse per ciascuna legge che approva il Parlamento, la sua costituzionalizzazione farebbe scattare l’intervento della Corte Costituzionale ogni volta che una legge include o favorisce conflit­ti di interesse. La proposta dovrebbe prenderla a volo il centro sinistra per mettere alla prova i liberali di questo paese e far venire allo sco­perto i sedicenti liberali. Ma anche gli impren­ditori seri che un giorno sì e l’altro pure parla­no di concorrenza e di competitività. Ebbene, quella che noi indichiamo è la strada maestra per conseguirle davvero.

Giuseppe ha detto...

occhio che la signora picchia...

Anonimo ha detto...

Forza! Italiani!!! Ricordiamoci! Alle prossime elezioni Scriviamo GIUSEPPE GRILLO sulle schede. Magari saranno nulle, ma non potranno ignorare una richiesta a furor di Popolo!!

Beppe Grillo primo ministro! Lo Voglio: certamente è meglio un comico...

Anonimo ha detto...

mi piace che si possa commentare/leggere liberamente... ma se sono questi i commenti censurati dal Mastella, come si fa a dargli torto??? Tutti gli sfigati/repressi/mezze seghe si sono riversati qui a sfogarsi...

Anonimo ha detto...

clEMENTE... sei uno sporco mafioso e trovo una vergogna che uno come te possa sedere in parlamento...

Alessio detto Libero ha detto...

Scusate un attimo

Ma se é ufficiale che mastella é in parlamento avendo comprato i voti in campania, se é risaputo che lo votano SOLO in campania (e un motivo ci dovrá pur essere), se é il piú sudicio corruttore criminale del paese, insomma, proprio lui alla giustizia? E io che ho pure votato per prodi?!?!

Ora vedo pure che non sa usare nemmeno i congiuntivi... "come se io sia"...forse al posto che censurare i post di insulti che riceve sarebbe piú conveniente censurare direttamente gli interventi di demente.

Comunque era davvero interessante la storiella del ristorante, davvero, commuovente. Una storia incredibile. demente é stato fortunato che non ha incontrato me e la mia compagna, altro che catzi.

Clemente IN GALERA, e senza indulto please

Anonimo ha detto...

a proposito di clEMENTE chissà se ha pagato il conto del ristorante ??? !!!

Salvo Sapuppo ha detto...

Si, caro Mastella
sei proprio tu il male dell'Italia.
Non da solo, consolati, siete una folta schiera della quale la tua vita politica è la puù completa rappresentazione.
Siete la negazione della politica perchè una volta eletti non vi preoccupate più di rappresentare gli interessi del Cittadino ma soltanto i vostri e quelli di coloro che, in qualche maniera, vi hanno raccattato i voti necessari.
Forse è vero quello che dice Prodi a proposito di eletti ed elettori. Io rincaro la dose aggiungendo che siamo un popolo di disonesti ed imbecilli se non altro per aver più volte voluto come primo ministro un soggetto per il quale avevamo la consapevolezza di essere un bugiardo e che aveva costruito la sua fortuna con le contiguità politiche ed istituzionali e la corruzione.
Aver immaginato che un uomo che trovi normale corrompere un magistrato ed al quale anche Tu hai baciato il cordone, potesse rappresentare la panacea di tutti i mali dell'Italia la dice lunga sulla onestà, ed ancora più lunga sulla imbecillità dei nostri elettori.
Non te la prendere ma rispondo alla tua domanda. Si, la tua storia politica racconta meglio di qualsiasi argomento come tu rappresenti, più di ogni altro politico, questa sfrenata degenerazione, tutta italiana, della democrazia.

Non_ce_la_faccio_più ha detto...

Ecco quello che gli ho postato sul suo blog:

Ma dai! Veramente ti è successo questo al ristorante Mastella!? Che vergogna! Come hanno osato indicarti come uno della Casta o come uno dei mali dell'Italia? Tu che vai ai matrimoni dei mafiosi assieme a Cuffaro; tu, che ti fai eleggere sindaco di Ceppaloni alleandoti con il centrodestra pur essendo un ministro del governo di centrosinistra; tu, che trasferisci i magistrati che fanno il loro lavoro, perché hai paura che arrivino a te; tu, mastellino mio, che hai fatto una legge bavaglio sulle intercettazioni dove hai inserito il Comma 22 per proteggere "baffetto" D'Alema e "globulo" Fassino, anche se gli indagati sono Fiorani e soci.
E poi!...Disturbare te, proprio mentre stai mangiando!...Da trent'anni a spese nostre

Anonimo ha detto...

e se poi uno si mette a spammare?

Anonimo ha detto...

spammare

Anonimo ha detto...

spammare?

Anonimo ha detto...

spammare??

Cerana Giovanni ha detto...

Carissimi lettori,

trascrivo qui di seguito la copia esatta del messaggio appena spedito al blog originale del sig.Mastella.

Verificate insieme a me la soglia minima di censura.

In caso di mancata pubblicazione, lascio a voi giudicare il tono minaccioso e volgare delle mie parole.

-------------------
Gentile Sig.Mastella,

le scrivo non per commentare il suo post, ma per segnalare l'anomala modalità con la quale lei permette la pubblicazione dei commenti sul suo blog.

Pubblicare solo dopo l'approvazione dell'autore, sembra proprio un modo per selezionare i commenti a lei "graditi" escludendo quei messaggi che, pur utilizzando un linguaggio corretto e rispettoso, manifestano un giudizio discordante nei confroni delle sue scelte e del suo operato.

In una parola, quella che lei attua è una CENSURA, azione terribile e lesiva della libertà di pensiero e di parola.

Ringraziandola per lo spazio concessomi, porgo cordiali saluti.
-----------------------

Mi piace pensare che questo sia un "esperimento di censura", vi invito a fare altri test, magari con modalità diverse e originali.

"L'unione fa la forza."

Cerana Giovanni

Anonimo ha detto...

Sei ancora lì?? VATTENE!!!

Anonimo ha detto...

spammare???
come potrebbe difendersi il povero Mastella?

Sni ha detto...

risposta:
si.
si.
dai, decisamente si.

non il solo lo concedo.
si.

Anonimo ha detto...

VVVAAATTTEEENNNEEE!!! E portati anche quei quattro cadaveri di tuoi colleghi, sempre se riesci a staccarli dalle loro poltrone!!!

Anonimo ha detto...

DAJE REGA' .... DEMENTE MASTELLA UNO DEGLI SCANDALI DELLA POLITICA...
TROPPO FICA L'IDEA DI CLONARGLI IL BLOG PER POTER COMMENTARE LIBERAMENTE...

SI DEMENTE MASTELLA SEI TU IL MALE DELL'ITALIA....

VAFFFFFFANCULOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Anonimo ha detto...

Il passaggio preliminare da compiere per costruire il paradigma culturale della decrescita è ripristinare la distinzione tra bene e merce.
Altrimenti la decrescita si identifica con la rinuncia, con una riduzione del benessere, con un ritorno al passato. Mentre invece è scelta, miglioramento della qualità della vita, proiezione nel futuro.
Se, dunque, il prodotto interno lordo misura il valore monetario delle merci e non prende in considerazione i beni, la decrescita indica soltanto una diminuzione della produzione di merci. Non dei beni.
Nel paradigma culturale della decrescita l’indicatore della ricchezza non è il reddito monetario, cioè la quantità delle merci che si possono acquistare, ma la disponibilità dei beni necessari a soddisfare i bisogni esistenziali. È povero chi non può mettere a tavola i pomodori di cui necessita, non chi non ha il denaro per comprarli.


Sostenere la necessità della decrescita significa pertanto collocarsi al di fuori della dialettica del consumo e rimettere in discussione il paradigma culturale che ha caratterizzato le società occidentali dalla rivoluzione industriale a oggi.
Un sistema economico libero dall’obbligo della crescita non deve sostituire progressivamente la produzione di beni per autoconsumo con la produzione di merci, ma continua a produrre sotto forma di beni tutto ciò che prodotto sotto forma di merce comporterebbe peggioramenti qualitativi, limitandosi a produrre sotto forma di merce soltanto ciò che non può essere autoprodotto sotto forma di bene. Un vasetto di yogurt comprato, prima di raggiungere la mensa del consumatore percorre qualche migliaio di chilometri, quindi contribuisce alla crescita dei consumi di fonti fossili e dell’effetto serra; produce tre tipologie di rifiuto: carta, plastica e alluminio; ha bisogno di sostanze conservanti che spesso uccidono i fermenti lattici riducendo il suo valore nutrizionale; incorpora nel prezzo di vendita oltre i costi di trasporto e confezionamento, i costi di produzione industriale, di intermediazione commerciale e pubblicitari. Uno yogurt autoprodotto non deve essere trasportato, non produce rifiuti, è ricchissimo di fermenti lattici vivi e, non richiedendo nessun costo oltre quello del latte, ha un prezzo inferiore di due terzi. Contribuisce alla decrescita del prodotto interno lordo, ma è qualitativamente migliore, migliora la qualità ambientale riducendo le emissioni climalteranti e i rifiuti, richiede meno denaro per soddisfare lo stesso fabbisogno alimentare e, di conseguenza, permette di lavorare meno e di avere più tempo per sé. La decrescita indotta dall’autoproduzione dei beni è fattore di felicità.
E chi si pone l’obbiettivo della decrescita non ha pregiudizi antiscientifici o antitecnologici, come insinuano i paladini della crescita. La decrescita non richiede meno tecnologia della crescita, ma uno sviluppo tecnologico diversamente orientato.
Esempio. Per costruire un edificio che non ha bisogno dell’impianto di riscaldamento per mantenere una temperatura interna di 20 gradi con una temperatura esterna di 20 gradi sotto zero ci vuole più tecnologia di quella che occorre a costruire una casa che consumi 20 litri di gasolio al metro quadrato all’anno, come fanno in media gli edifici costruiti nel dopoguerra in Italia. Ma un edificio che ha bisogno di una minore quantità di energia contribuisce a ridurre il prodotto interno lordo. Tutte le innovazioni tecnologiche che riducono l’impronta ecologica, ovvero la quantità di superficie terrestre necessaria a ogni individuo per ricavare le risorse di cui ha bisogno, consentendo al contempo la loro rigenerazione, comportano una decrescita economica che contribuisce a migliorare la qualità degli ambienti e la vita degli esseri umani. Una decrescita felice.
Il paradigma culturale della crescita implica l’impoverimento culturale degli esseri umani. Il paradigma culturale della decrescita, riducendo l’incidenza delle merci nella soddisfazione dei bisogni esistenziali e potenziando l’autoproduzione di beni, richiede lo sviluppo e la diffusione di un sapere finalizzato al saper fare che rende più autonomi e liberi.
Il paradigma culturale della decrescita comporta una rivalutazione del lavoro manuale e artigianale, il superamento del lavoro parcellizzato, una ricomposizione unitaria del sapere contro la super-specializzazione che fa perdere la visione d’insieme di ciò che si fa, la riunificazione del sapere come si fanno le cose (cultura scientifica) con la ricerca del senso per cui si fanno (cultura umanistica).
Per arrestare la crescita e trasformarla in decrescita basta ridurre la domanda di merci. Poiché nessuno può obbligare qualcuno a comprare qualcosa, i consumatori hanno nelle loro mani un’arma molto potente, soprattutto in considerazione del fatto che nei paesi industrializzati la crescita dei consumi è ormai sostenuta dall’inutile.
Nel paradigma culturale della decrescita la sobrietà è uno dei valori fondanti.
La sobrietà non è solo uno stile di vita, ma anche una guida per orientare la ricerca scientifica e le innovazioni tecnologiche a ottenere di più con meno. È la capacità di saper distinguere il più dal meglio, la quantità dalla qualità.
La sobrietà però non basta. È condizione necessaria, ma non sufficiente per la decrescita. Consente di ridurre il consumo di merci, ma se non si affianca all’autoproduzione e allo scambio non mercantile di beni non libera dalla necessità di acquistare sotto forma di merci tutto ciò che serve per vivere.
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento.

Anonimo ha detto...

Il passaggio preliminare da compiere per costruire il paradigma culturale della decrescita è ripristinare la distinzione tra bene e merce.
Altrimenti la decrescita si identifica con la rinuncia, con una riduzione del benessere, con un ritorno al passato. Mentre invece è scelta, miglioramento della qualità della vita, proiezione nel futuro.
Se, dunque, il prodotto interno lordo misura il valore monetario delle merci e non prende in considerazione i beni, la decrescita indica soltanto una diminuzione della produzione di merci. Non dei beni.
Nel paradigma culturale della decrescita l’indicatore della ricchezza non è il reddito monetario, cioè la quantità delle merci che si possono acquistare, ma la disponibilità dei beni necessari a soddisfare i bisogni esistenziali. È povero chi non può mettere a tavola i pomodori di cui necessita, non chi non ha il denaro per comprarli.


Sostenere la necessità della decrescita significa pertanto collocarsi al di fuori della dialettica del consumo e rimettere in discussione il paradigma culturale che ha caratterizzato le società occidentali dalla rivoluzione industriale a oggi.
Un sistema economico libero dall’obbligo della crescita non deve sostituire progressivamente la produzione di beni per autoconsumo con la produzione di merci, ma continua a produrre sotto forma di beni tutto ciò che prodotto sotto forma di merce comporterebbe peggioramenti qualitativi, limitandosi a produrre sotto forma di merce soltanto ciò che non può essere autoprodotto sotto forma di bene. Un vasetto di yogurt comprato, prima di raggiungere la mensa del consumatore percorre qualche migliaio di chilometri, quindi contribuisce alla crescita dei consumi di fonti fossili e dell’effetto serra; produce tre tipologie di rifiuto: carta, plastica e alluminio; ha bisogno di sostanze conservanti che spesso uccidono i fermenti lattici riducendo il suo valore nutrizionale; incorpora nel prezzo di vendita oltre i costi di trasporto e confezionamento, i costi di produzione industriale, di intermediazione commerciale e pubblicitari. Uno yogurt autoprodotto non deve essere trasportato, non produce rifiuti, è ricchissimo di fermenti lattici vivi e, non richiedendo nessun costo oltre quello del latte, ha un prezzo inferiore di due terzi. Contribuisce alla decrescita del prodotto interno lordo, ma è qualitativamente migliore, migliora la qualità ambientale riducendo le emissioni climalteranti e i rifiuti, richiede meno denaro per soddisfare lo stesso fabbisogno alimentare e, di conseguenza, permette di lavorare meno e di avere più tempo per sé. La decrescita indotta dall’autoproduzione dei beni è fattore di felicità.
E chi si pone l’obbiettivo della decrescita non ha pregiudizi antiscientifici o antitecnologici, come insinuano i paladini della crescita. La decrescita non richiede meno tecnologia della crescita, ma uno sviluppo tecnologico diversamente orientato.
Esempio. Per costruire un edificio che non ha bisogno dell’impianto di riscaldamento per mantenere una temperatura interna di 20 gradi con una temperatura esterna di 20 gradi sotto zero ci vuole più tecnologia di quella che occorre a costruire una casa che consumi 20 litri di gasolio al metro quadrato all’anno, come fanno in media gli edifici costruiti nel dopoguerra in Italia. Ma un edificio che ha bisogno di una minore quantità di energia contribuisce a ridurre il prodotto interno lordo. Tutte le innovazioni tecnologiche che riducono l’impronta ecologica, ovvero la quantità di superficie terrestre necessaria a ogni individuo per ricavare le risorse di cui ha bisogno, consentendo al contempo la loro rigenerazione, comportano una decrescita economica che contribuisce a migliorare la qualità degli ambienti e la vita degli esseri umani. Una decrescita felice.
Il paradigma culturale della crescita implica l’impoverimento culturale degli esseri umani. Il paradigma culturale della decrescita, riducendo l’incidenza delle merci nella soddisfazione dei bisogni esistenziali e potenziando l’autoproduzione di beni, richiede lo sviluppo e la diffusione di un sapere finalizzato al saper fare che rende più autonomi e liberi.
Il paradigma culturale della decrescita comporta una rivalutazione del lavoro manuale e artigianale, il superamento del lavoro parcellizzato, una ricomposizione unitaria del sapere contro la super-specializzazione che fa perdere la visione d’insieme di ciò che si fa, la riunificazione del sapere come si fanno le cose (cultura scientifica) con la ricerca del senso per cui si fanno (cultura umanistica).
Per arrestare la crescita e trasformarla in decrescita basta ridurre la domanda di merci. Poiché nessuno può obbligare qualcuno a comprare qualcosa, i consumatori hanno nelle loro mani un’arma molto potente, soprattutto in considerazione del fatto che nei paesi industrializzati la crescita dei consumi è ormai sostenuta dall’inutile.
Nel paradigma culturale della decrescita la sobrietà è uno dei valori fondanti.
La sobrietà non è solo uno stile di vita, ma anche una guida per orientare la ricerca scientifica e le innovazioni tecnologiche a ottenere di più con meno. È la capacità di saper distinguere il più dal meglio, la quantità dalla qualità.
La sobrietà però non basta. È condizione necessaria, ma non sufficiente per la decrescita. Consente di ridurre il consumo di merci, ma se non si affianca all’autoproduzione e allo scambio non mercantile di beni non libera dalla necessità di acquistare sotto forma di merci tutto ciò che serve per vivere.
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento.

Anonimo ha detto...

Il passaggio preliminare da compiere per costruire il paradigma culturale della decrescita è ripristinare la distinzione tra bene e merce.
Altrimenti la decrescita si identifica con la rinuncia, con una riduzione del benessere, con un ritorno al passato. Mentre invece è scelta, miglioramento della qualità della vita, proiezione nel futuro.
Se, dunque, il prodotto interno lordo misura il valore monetario delle merci e non prende in considerazione i beni, la decrescita indica soltanto una diminuzione della produzione di merci. Non dei beni.
Nel paradigma culturale della decrescita l’indicatore della ricchezza non è il reddito monetario, cioè la quantità delle merci che si possono acquistare, ma la disponibilità dei beni necessari a soddisfare i bisogni esistenziali. È povero chi non può mettere a tavola i pomodori di cui necessita, non chi non ha il denaro per comprarli.


Sostenere la necessità della decrescita significa pertanto collocarsi al di fuori della dialettica del consumo e rimettere in discussione il paradigma culturale che ha caratterizzato le società occidentali dalla rivoluzione industriale a oggi.
Un sistema economico libero dall’obbligo della crescita non deve sostituire progressivamente la produzione di beni per autoconsumo con la produzione di merci, ma continua a produrre sotto forma di beni tutto ciò che prodotto sotto forma di merce comporterebbe peggioramenti qualitativi, limitandosi a produrre sotto forma di merce soltanto ciò che non può essere autoprodotto sotto forma di bene. Un vasetto di yogurt comprato, prima di raggiungere la mensa del consumatore percorre qualche migliaio di chilometri, quindi contribuisce alla crescita dei consumi di fonti fossili e dell’effetto serra; produce tre tipologie di rifiuto: carta, plastica e alluminio; ha bisogno di sostanze conservanti che spesso uccidono i fermenti lattici riducendo il suo valore nutrizionale; incorpora nel prezzo di vendita oltre i costi di trasporto e confezionamento, i costi di produzione industriale, di intermediazione commerciale e pubblicitari. Uno yogurt autoprodotto non deve essere trasportato, non produce rifiuti, è ricchissimo di fermenti lattici vivi e, non richiedendo nessun costo oltre quello del latte, ha un prezzo inferiore di due terzi. Contribuisce alla decrescita del prodotto interno lordo, ma è qualitativamente migliore, migliora la qualità ambientale riducendo le emissioni climalteranti e i rifiuti, richiede meno denaro per soddisfare lo stesso fabbisogno alimentare e, di conseguenza, permette di lavorare meno e di avere più tempo per sé. La decrescita indotta dall’autoproduzione dei beni è fattore di felicità.
E chi si pone l’obbiettivo della decrescita non ha pregiudizi antiscientifici o antitecnologici, come insinuano i paladini della crescita. La decrescita non richiede meno tecnologia della crescita, ma uno sviluppo tecnologico diversamente orientato.
Esempio. Per costruire un edificio che non ha bisogno dell’impianto di riscaldamento per mantenere una temperatura interna di 20 gradi con una temperatura esterna di 20 gradi sotto zero ci vuole più tecnologia di quella che occorre a costruire una casa che consumi 20 litri di gasolio al metro quadrato all’anno, come fanno in media gli edifici costruiti nel dopoguerra in Italia. Ma un edificio che ha bisogno di una minore quantità di energia contribuisce a ridurre il prodotto interno lordo. Tutte le innovazioni tecnologiche che riducono l’impronta ecologica, ovvero la quantità di superficie terrestre necessaria a ogni individuo per ricavare le risorse di cui ha bisogno, consentendo al contempo la loro rigenerazione, comportano una decrescita economica che contribuisce a migliorare la qualità degli ambienti e la vita degli esseri umani. Una decrescita felice.
Il paradigma culturale della crescita implica l’impoverimento culturale degli esseri umani. Il paradigma culturale della decrescita, riducendo l’incidenza delle merci nella soddisfazione dei bisogni esistenziali e potenziando l’autoproduzione di beni, richiede lo sviluppo e la diffusione di un sapere finalizzato al saper fare che rende più autonomi e liberi.
Il paradigma culturale della decrescita comporta una rivalutazione del lavoro manuale e artigianale, il superamento del lavoro parcellizzato, una ricomposizione unitaria del sapere contro la super-specializzazione che fa perdere la visione d’insieme di ciò che si fa, la riunificazione del sapere come si fanno le cose (cultura scientifica) con la ricerca del senso per cui si fanno (cultura umanistica).
Per arrestare la crescita e trasformarla in decrescita basta ridurre la domanda di merci. Poiché nessuno può obbligare qualcuno a comprare qualcosa, i consumatori hanno nelle loro mani un’arma molto potente, soprattutto in considerazione del fatto che nei paesi industrializzati la crescita dei consumi è ormai sostenuta dall’inutile.
Nel paradigma culturale della decrescita la sobrietà è uno dei valori fondanti.
La sobrietà non è solo uno stile di vita, ma anche una guida per orientare la ricerca scientifica e le innovazioni tecnologiche a ottenere di più con meno. È la capacità di saper distinguere il più dal meglio, la quantità dalla qualità.
La sobrietà però non basta. È condizione necessaria, ma non sufficiente per la decrescita. Consente di ridurre il consumo di merci, ma se non si affianca all’autoproduzione e allo scambio non mercantile di beni non libera dalla necessità di acquistare sotto forma di merci tutto ciò che serve per vivere.
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento.

Anonimo ha detto...

Il passaggio preliminare da compiere per costruire il paradigma culturale della decrescita è ripristinare la distinzione tra bene e merce.
Altrimenti la decrescita si identifica con la rinuncia, con una riduzione del benessere, con un ritorno al passato. Mentre invece è scelta, miglioramento della qualità della vita, proiezione nel futuro.
Se, dunque, il prodotto interno lordo misura il valore monetario delle merci e non prende in considerazione i beni, la decrescita indica soltanto una diminuzione della produzione di merci. Non dei beni.
Nel paradigma culturale della decrescita l’indicatore della ricchezza non è il reddito monetario, cioè la quantità delle merci che si possono acquistare, ma la disponibilità dei beni necessari a soddisfare i bisogni esistenziali. È povero chi non può mettere a tavola i pomodori di cui necessita, non chi non ha il denaro per comprarli.


Sostenere la necessità della decrescita significa pertanto collocarsi al di fuori della dialettica del consumo e rimettere in discussione il paradigma culturale che ha caratterizzato le società occidentali dalla rivoluzione industriale a oggi.
Un sistema economico libero dall’obbligo della crescita non deve sostituire progressivamente la produzione di beni per autoconsumo con la produzione di merci, ma continua a produrre sotto forma di beni tutto ciò che prodotto sotto forma di merce comporterebbe peggioramenti qualitativi, limitandosi a produrre sotto forma di merce soltanto ciò che non può essere autoprodotto sotto forma di bene. Un vasetto di yogurt comprato, prima di raggiungere la mensa del consumatore percorre qualche migliaio di chilometri, quindi contribuisce alla crescita dei consumi di fonti fossili e dell’effetto serra; produce tre tipologie di rifiuto: carta, plastica e alluminio; ha bisogno di sostanze conservanti che spesso uccidono i fermenti lattici riducendo il suo valore nutrizionale; incorpora nel prezzo di vendita oltre i costi di trasporto e confezionamento, i costi di produzione industriale, di intermediazione commerciale e pubblicitari. Uno yogurt autoprodotto non deve essere trasportato, non produce rifiuti, è ricchissimo di fermenti lattici vivi e, non richiedendo nessun costo oltre quello del latte, ha un prezzo inferiore di due terzi. Contribuisce alla decrescita del prodotto interno lordo, ma è qualitativamente migliore, migliora la qualità ambientale riducendo le emissioni climalteranti e i rifiuti, richiede meno denaro per soddisfare lo stesso fabbisogno alimentare e, di conseguenza, permette di lavorare meno e di avere più tempo per sé. La decrescita indotta dall’autoproduzione dei beni è fattore di felicità.
E chi si pone l’obbiettivo della decrescita non ha pregiudizi antiscientifici o antitecnologici, come insinuano i paladini della crescita. La decrescita non richiede meno tecnologia della crescita, ma uno sviluppo tecnologico diversamente orientato.
Esempio. Per costruire un edificio che non ha bisogno dell’impianto di riscaldamento per mantenere una temperatura interna di 20 gradi con una temperatura esterna di 20 gradi sotto zero ci vuole più tecnologia di quella che occorre a costruire una casa che consumi 20 litri di gasolio al metro quadrato all’anno, come fanno in media gli edifici costruiti nel dopoguerra in Italia. Ma un edificio che ha bisogno di una minore quantità di energia contribuisce a ridurre il prodotto interno lordo. Tutte le innovazioni tecnologiche che riducono l’impronta ecologica, ovvero la quantità di superficie terrestre necessaria a ogni individuo per ricavare le risorse di cui ha bisogno, consentendo al contempo la loro rigenerazione, comportano una decrescita economica che contribuisce a migliorare la qualità degli ambienti e la vita degli esseri umani. Una decrescita felice.
Il paradigma culturale della crescita implica l’impoverimento culturale degli esseri umani. Il paradigma culturale della decrescita, riducendo l’incidenza delle merci nella soddisfazione dei bisogni esistenziali e potenziando l’autoproduzione di beni, richiede lo sviluppo e la diffusione di un sapere finalizzato al saper fare che rende più autonomi e liberi.
Il paradigma culturale della decrescita comporta una rivalutazione del lavoro manuale e artigianale, il superamento del lavoro parcellizzato, una ricomposizione unitaria del sapere contro la super-specializzazione che fa perdere la visione d’insieme di ciò che si fa, la riunificazione del sapere come si fanno le cose (cultura scientifica) con la ricerca del senso per cui si fanno (cultura umanistica).
Per arrestare la crescita e trasformarla in decrescita basta ridurre la domanda di merci. Poiché nessuno può obbligare qualcuno a comprare qualcosa, i consumatori hanno nelle loro mani un’arma molto potente, soprattutto in considerazione del fatto che nei paesi industrializzati la crescita dei consumi è ormai sostenuta dall’inutile.
Nel paradigma culturale della decrescita la sobrietà è uno dei valori fondanti.
La sobrietà non è solo uno stile di vita, ma anche una guida per orientare la ricerca scientifica e le innovazioni tecnologiche a ottenere di più con meno. È la capacità di saper distinguere il più dal meglio, la quantità dalla qualità.
La sobrietà però non basta. È condizione necessaria, ma non sufficiente per la decrescita. Consente di ridurre il consumo di merci, ma se non si affianca all’autoproduzione e allo scambio non mercantile di beni non libera dalla necessità di acquistare sotto forma di merci tutto ciò che serve per vivere.
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento.

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=Z1b2bYeBrX0

Anonimo ha detto...

geniale modalità di test per la censura... scrivere qualcosa che dice niente e niente ha a che fare con il post... sicuramente sarà pubblicata.
Bravo Giovanni!!
Seguiamo il suo esempio.
Io ho scritto: "Caro Mastella, le scrivo per dirle che oggi mangio pasta asciutta."

vediamo se lo censurano.

F.Pizzagalli ha detto...

Io ho scritto sul blog di Mastella chiedendogli di spiegarci cosa sta facendo per il paese, invece di raccontarci delle sue cene. Non ha ancora pubblicato il mio commento. Questa censura risponde da sè.
F.Pizzagalli

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=Z1b2bYeBrX0

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=Z1b2bYeBrX0

zefiro123 ha detto...

Purtroppo se fosse solo Mastella...vi racconto di una esperienza che alcuni anni fa mi ha visto testimone un mal costume assai diffuso in questa nostra Italia. Si svolgeva le elezioni comunali in un paese del sud, Sapri provincia di salerno, il sen. di turno da un palco tesseva le lodi del sindaco uscente e rivendicava i propri meriti per aver fatto inaugurare un'ospedale che da anni ( 20 circa) non vedeva l'ora di servire una zona disaggiata e caraente di strutture sanitarie. 5000 persone ad appludire ed osannare. fatto sta che finito il comizio siavvicina un signore con fare rispettoso e circospetto si avvicina al senatore , si fa riconoscere come vecchio estiomatore e chiede" scusate senatò, putite parlà co sindaco pe quella questione da luce annanz a casa mia, oramai è fulminata da due anni!!!" a questo punto il senatore stizzito ribatte"...Antò, ho fatto aprire un ospedale e tu mi vieni a chieder una lampadina?" - Sntonio: " senatò vui tinite ragione ma mica mi avete regalato una stanza dell'ospedale, l'avite fatta pa gente, in generale...a me m' serve a Luce si vulite o voto!!!!"
Quanti italiani si riconoscono in questa storia ahimè purtroppo vera?

Un saluto da Zefiro

Anonimo ha detto...

"Come se io sia..."?????

Anonimo ha detto...

Mastella vattene!!!

Fabio ha detto...

Bellissimo questo anti-blog, siete dei geni...

X Mastella, come hanno scritto in tanti, non sei il male d'Italia, ma uno dei mali d'Italia, e visto la posizione che occupi, uno dei peggiori...

PS: la polizia penitenziaria ti vuole bene perché hai tolto i criminali dal luogo dove lavorano, loro con l'indulto sono più sicuri...

Anonimo ha detto...

PER COMPRARE A PREZZI STRACCIATI A CHI MI DEVO RIVOLGERE....
PALAZZINE AUTODROMI ED ALTRO...

Anonimo ha detto...

PER COMPRARE A PREZZI STRACCIATI A CHI MI DEVO RIVOLGERE....
PALAZZINE AUTODROMI ED ALTRO...

Anonimo ha detto...

"Mia moglie che capisce bene l'inglese e lo parla altrettanto bene...."
E tu l'inglese quando l'imparerai?

Ps: ma a Napoli ci siete andati in aereo o in elicottero?

Anonimo ha detto...

PER COMPRARE A PREZZI STRACCIATI A CHI MI DEVO RIVOLGERE....
PALAZZINE AUTODROMI ED ALTRO...

Anonimo ha detto...

Il senatore mastella incontra la gente per caso, scopre che ci sono dei malesseri per caso, ma il tutto si conclude con una foto di famiglia, il sottotitolo di questa bella foto ricordo è il solito : "tengo famiglia", si elemosina di tutto anche i consensi.

Anonimo ha detto...

Sempre a mangiare a sbafo...mangiare è una cosa che sa fare bene il nostro ministro...

manuele ha detto...

siete dei grandi. ho scritto commenti al vero blog di mastella senza insulti nè bestemmie ma solo "elegantemente" critici e non li ha mai pubblicati!!! questa è l'autentica percezione degli italiani su mastella.

Anonimo ha detto...

Caro Clemente, hai ragione non servono insulti, ci pensi già tu a peggiorare la situazione:

1) "Come se io sia l'emblema del Male": dai non scherzare, dimmi che non è vero, sei un ignorante!!!

2) "mia moglie che capisce bene l'inglese": ti prego, non mi dire che non capisci l'inglese!!!! Sarebbe grave, te ne rendi conto?

Roberto ha detto...

"Come se io sia l'emblema del Male" ?

Clem...ma che cazzo mi combini???Mi sbagli i congiuntivi???Da te non me lo SAREI mai aspettato che li SBAGLIASSI, sebbene io SIA portato a credere che il tuo SIA STATO un semplice errore di disrazione, tuttavia RESTEREBBE comunque grave da parte di un ministro.

Questo è il commento che gli ho lasciato sul suo blog...sto piangendo dal ridere...

DIO BENEDICA MASTELLA!!!

Gabriele ha detto...

mio commento da lui

Sono io il male d'Italia?
Risposta: Sì!

Anonimo ha detto...

caro mastella rappresnti il meglio della democrazia cristiana! il meglio! non puoi viverti gli ultimi tuoi anni della tua vita in santa pace... credo che hai fatto già troppi danni all'italia.
Se ti viene in mente una cosa giusta diccela

fosca ha detto...

cleme te lo ripeto anche qui,finchè ci sarà gente come te a candidarsi,io non vato a votare!raga,scusate ma com è possibile che il modulo dei commenti conosca il mio nome???opera della Forleo?

Grillina ha detto...

Una settimana DURISSIMA??? Ma ke vada a lavorare in FABBRICA e poi ne riparliamo!!
Ma spera di farci pena?? Spera di farci pensare che in fondo è solo un povero innocente sul quale vengono scaricate tutte le colpe??Poverino..ti ha attaccato Anno Zero alla sua prima puntata...Come mi dispiace, povero...
clEMENTE MASTELLA: MA VAFFANCULO VA'!!!!
By GRILLINA FOREVER!

stefano ha detto...

sul blog uffuciale sono stati pubblicati 0 commenti dalle 8 e 40......... censurare i commenti che vergogna

Anonimo ha detto...

Il Sud Italia ha bisogno di liberarsi dalle mafie.

Non ha bisogno di un Ministro di Grazia e Giustizia (Mastella) che partecipa al matrimonio di un noto mafioso (Campanella sodale di Provenzano e ora in carcere) promosso anche presidente dei giovani dell'Udeur (partito di mastella)

Guardatevi il video su youtube di Piero Ricca e Mastella... in cui alla domanda su Campanella,Mastella risponde al giornalista dandogli del coglione.

Anonimo ha detto...

Articolo di Giuseppe D'Avanzo su Repubblica:
http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/cronaca/pm-catanzaro/urgenza-ministro/urgenza-ministro.html

ministro Mastella sei uno dei mali dell'Italia.

plv ha detto...

Non ci credo, giuro, non ci credo. Tutta l'Italia gli sta ponendo domande precise su questioni precise, sui pm di Catanzaro, sulla sua uscita dalle aule del Parlamento, sul Consiglio dei Ministri di Mercoledì, e lui ci racconta di una discussione in pizzeria. Ma almeno era buona la pizza? Perché a me servirebbe un consiglio, non so mai se mangiarla con la Coca Cola o con la birra.
E questo è un ministro, porca vacca.
Sono a dir poco allibito.

plv

Massimo ha detto...

Caro Senatore Mastella,

PREMESSA
Siccome sono stufo di non veder mai i miei messaggi (che sono senza insulti ma sicuramente non le sono particolarmente piaciuti) da oggi pubblicherò lo stesso post sia qui che su http://dementemastella.blogspot.com/
Almeno potrò vantarmi di aver ricevuto la visibilità che un blog dovrebbe dare.. (in questo momento e cioè dopo solo 4 ore dalla pubblicazione del suo post su DEMENTE MASTELLA co sono già pubblicati, senza censura ben 104 commenti.. da lei NULLA) SE VUOLE PUO' ANCHE TAGLIARE QUESTA PREMESSA.

Ma quando sua moglie l'ha difesa, per caso, chi prima l'ha attaccata ha potuto fare un contraddittorio?, cioè elencare tutte le sue malefatte in 31 anni di politica da lei esercitata?? e qualche altra persona normale, al di fuori della sua casta familiare (che la di fende per forza visto che sua moglie occupa un posticino di lavoro niente male, uno dei suo figli lavora per il parlamento e l'altro si becca in gra premi gratis), l'ha difesa???
E poi siamo sicuri che magari il conto i quella bella cenetta (che sicuramente passerà in spese di rappresentanza e che quindi le ho pagato anche io) non sia stato sommato magari al tavolo con cui è iniziata la discussione in modo da trovare magari altri consensi con il metodo più antico del mondo??? Lei caro senatore ne sa qualcosa???
P.S.:.. credo che per lei stia suonando la campana...mentre campanella ha già suonato...

Anonimo ha detto...

Mastella finiscila, abbi pietà di gente che non può proprio sopportarti più! Almeno taci che fai più bella figura.
P.s. impara a scrivere in italiano, si dice "come se fossi l'emblema.." non "come se io sia".
E impara pure l'inglese, potrebbe servirti quando ti rifugerai all'estero.

enrico ha detto...

Sua moglie è quella che ha messo a alla presidenza della regione?
quella che ha organizzato il megaviaggio a New york a spese dei contribuenti?
Ah già parla inglese..
a proposito il conto del ristorante lo metta pure a nostro debito,offriamo noi..

PS:postato alle ore 12.35 nel blog di mastella

Anonimo ha detto...

MASTELLA A CASA!!! DIMISSIONI SUBITO!!!

Anonimo ha detto...

W LA RIVOLUZIONE DEL POPOLO..... INCARCERIAMOLI TUTTI!!!

Barcavela80 ha detto...

Ha la faccia come il culo...se esiste un Dio prima o poi il giudizio universale verrà pure x lui, la moglie e i figli...in senso giuridico ovviamente, nessuna violenza, magari quella una volta messo in galera. A lui e a quell'altra faccia di culo del mio compaesano di Enrico Piras, anche lui leader dell'udeur di Porto torres...mi vergogno della mia città, nella quale il Partito di Demente ha la seconda percentuale più alta di elettori di tutt'Italia...seconda solo a Ceppaloni...mi vergogno....ciao

Anonimo ha detto...

Almeno tu Senatore Mastella puoi sederti al risorante con la moglie egli amici... pensa quanti italiani non arrivano a fine mese comn lo stipendio!!!

Dario Lavezzi ha detto...

MASTELLA VAFFANCULO, TU, TUA MOGLIE, BASSOLINO, CASINI E PURE QUEI MANGIAPANE A TRADIMENTO DEI TUOI FIGLI

Anonimo ha detto...

Ho pubblicato questo commento:
------------------
Monsieur Clemente, non faccia del vittimismo. Non deve permetterselo.
Lei si è reso protagonista, nel bene e nel male, di provvedimenti che, sebbene firmati da molte persone oltre lei, sono indigesti ad alcune forze politiche ma, soprattutto, sono indigesti alla popolazione.
Anche alla popolazione che ha votato lei, e al ristorante se n'è reso conto personalmente.

E' dunque normale che lei sia finito sotto i riflettori, che venga discusso di diritto e di rovescio, e che media e commentatori facciano fatica a... "occuparsi d'altri".
Non dia la colpa a Grillo o ai media, analizzi piuttosto quel che ha fatto e ci dica, visto che ancora sono sconosciute, per quali ragioni lo ha fatto (non spererà che quelle ufficiali addotte finora vengano prese per vere, si spera...).
Non dia la colpa ad altri diverso da sé, Monsieur Clemente, perché se i media, se Grillo, se chiunque parla di lei esagera nei toni o negli addebiti, il cittadino comune, ormai dotato di senso della misura, se ne accorge, e non prende troppo sul serio critiche esagerate nei suoi confronti.
Se la cittadinanza le prende sul serio come sta facendo, significa che le giudica vere, coerenti.
E se le giudica coerenti, lei può sbracciarsi quanto vuole a tentare di dimostrare il contrario: l'effetto che darà sarà quel che le sto evidenziando io, ossia vittimismo.

E ora vediamo se questo mio commento viene pubblicato o no, visto che si vocifera della sua censura sui commenti negativi.
E questo lo è, no?

Saluti
--------------------------
Vediamo se lo pubblicano.

Complimenti, ottima iniziativa ;)

Anonimo ha detto...

Non ho parole... DEMENTEMASTELLA è solo uno dei tanti ALDAMAR aggiungerei SENZA PAIA!!!!!! Che in ferrarese è: Letamaio senza paglia.

Anonimo ha detto...

Cosa avete mangiato al ristorante?

ilpazzo ha detto...

Siete dei grandi ragazzi.
Siete veramente dei grandi.
Viva la rete e la garanzia che riesce ad apporre sulla democrazia.

Spulciare blog come il vostro è incoraggiante. Ci sono ancora tanti cervelli liberi e pensanti.

Grazie.
Da parte del buon senso.
ilpazzo

Anonimo ha detto...

Tua moglie difendentoti ha fatto una bella figuraccia.......ricordati che all estero i giornalisti sono liberi non sono immischiati con la casta come da noi, quindi sanno la realtà vera per fortuna. Francesca

Giorgio ha detto...

Si

Paolo Loricchio ha detto...

Complimenti davvero per questo blog.
Un esempio di come la rete, in maniera seria ed ironica, sa aggirare ogni forma di censura e di arroganza politica.
Continuate così.

Mastella deve solo dimettersi, uscire dalla politica (concordo con i 'grillini', 2 mandati e a casa) e aspettare che finalmente qualcuno riesca a penetrare quel muro di gomma che lo avvolge e a portarlo in tribunale a spiegare tante nefandezze nei suoi 30 anni di politica.

Anonimo ha detto...

Probabilmente sarebbe ora di "LASCIARE"...Non crede?????
La saluto

Anonimo ha detto...

seconto me ha più visite sto blog che quello ufficiale :D

Anonimo ha detto...

si caro clemente, o moeglio finto demente, tu sei uno dei peggiori mali del paese....a forse il peggio e che ti sia stato concesso di finire di demolire la giustizia in italia...che già è ridicola

Anonimo ha detto...

Caro sig. ministro.. se solo lei come tutti o quasi i politici di adesso non fosse così lontano da quella che è la vita di noi comuni cittadini, si renderebbe conto di quanto è dura tirare avanti fino a fine mese con un misero migliaio di euro e non farcela a pagare le bollette di luce, acqua e gas che continuano ad aumentare senza ritegno. O quanto è difficile girare per le strade e trovarsi di fronte delinquenti che dovrebbero stare chiusi in cella ma che voi avete scelto di rimettere in circolazione dichiarando così la sconfitta dello stato.Ma lei come tutti gli altri è un parlamentare di lunghissimo corso che prende la sua bella indennità di 10 o 15 mila euro e non ha la più pallida idea del valore dei soldi ai giorni nostri. E si permette di acquistare case su case come fossero bruscolini. Lei come tutti o quasi i suoi colleghi si indigna per le parole di Grillo. Ma Grillo è uno dei pochi che ha il coraggio di indignarsi per situazioni di cui voi parlamentari non vi siete mai voluti interessare. Faccia caso a quanta gente lo sostiene e lo rispetti per questo.
E ora mi pubblichi se ne ha il coraggio.
Daniele da Brindisi

Anonimo ha detto...

si puo' dire....BUFFONE.

Anonimo ha detto...

Caro Ministro, ma fra partecipazioni a matrimoni di mafiosi, favori a mogli, amici e parenti, acquisti di case a prezzi stracciati, uso disinvolto di aerei di Stato, richieste di trasferimenti di magistrati che indagano su di Lei, ed altre cosette che Le vengono addebitate e alle quali non mi pare abbia finora fornito soddisfacenti risposte, non Le pare di essere un po' poco credibile?

A proposito, ma Suo figlio Pellegrino lavora ancora nella GEA di Moggi?

Anonimo ha detto...

prima di tutto siete grandi, un grazie a voi che avete avuto questa strepitosa idea...
ora...SI SEI TU IL MALE DELL'ITALIA..TU E TUTTI QUELLI COME TE!

NON ANDIAMO A VOTARE SE DOVESSE CADERE IL GOVERNO O LISTE CIVICHE O NIENTE VOTO!

Anonimo ha detto...

come se io SIA il male???? dì un po', ma sei un autodidatta del congiuntivo o l'hai studiato con Biscardi?

Anonimo ha detto...

Non rappresenti i peggiori mali dell'Italia, ma i mali piu tradizionali quelli che tutto il mondo ci rinfaccia: il politico che mangia a sbafo con i soldi dei cittadini, il politico che stringe mani e ricambia i favori, anche con gente poco raccomandabile, il politico attaccato alla poltrona e al potere sempre e comunque e con qualsiasi schieramento, il politico schiavo della chiesa (in quanto organo di potere)e nella peggiore accezione Cristiana, sotto il punto di vista delle discriminazioni (dico, pacs) della ricerca (cellule staminali e affini) del servilismo (Dio è la verità, o seguite Dio o non contate un cazzo, fattelo dire dal Centurione).
Si Mastella rappresenti tutto quello per cui gli italiani si vergognano.

Anonimo ha detto...

HO PROVATO IN TUTTI I MODI DI FAR PUBBLICARE UN COMMENTO SULL'INQUALIFICABILE EPISODIO DEL RISTORANTE MA PROBABILMENTE NEANCHE UN CIVILE DIBATTITO E' CONSENTITO SUL BLOG DI MASTELLONI....
IN FONDO VOLEVO SOLO RACCONTARE COSA SIGNIFICA ABITARE IN UNA PERIFERIA DI ROMA(TORBELLAMONACA)OGGI DOPO IL PROVVEDIMENTO DELL'INDULTO, CERTO LA SITUAZIONE NON ERA PROPRIO ROSEA NEANCHE PRIMA MA VORRA' DIRE QUALCOSA SE ORMAI QUASI OGNI NOTTE SOLO NEL MIO QUARTIERE VIENE PRESO DI MIRA UN NEGOZIO OUN'AUTOMOBILE(ANCHE QUELLA DI MIA MOGLIE) CON DANNI E PAURA NON TANTO A LIVELLO PERSONALE MA I MIEI FIGLI SONO TERRORIZZATI ESSERE SVEGLIATI IN PIENA NOTTE DA TOMBINI CHE VOLANO E SFONDANO VETRINE NON E' PROPRIO IL MASSIMO.
MASTELLA.....STIAMO ARRIVANDO E SO' CAZZI VOSTRA....
MI FIRMO PERCHE' NON MI PIACE ESSERE ANONIMO...LO DEVE SAPERE DA UN SUO EX ELETTORE CHE LA PROSSIMA VOLTA LO MANDO AFFF...

Anonimo ha detto...

Signor Mastella, faccia la valigia in fretta o sarà costretto a correre mentre delle persone, sicuramente ammantate di soverchia, cercheranno di ucciderla... A suon di 51bis.
Lei non è il male dell'Italia. Lei è la fine della politica, rappresenta "il luogo" dove la politica muore.
Ci fossi stato io al posto di quegli italiani al ristorante...

AAA LEZIONI DI ITALIANO X IL MINISTRO!! ha detto...

Non c'è bisogno di commentare:
RIGA 3 DEL POST DEL 23 SETTEMBRE: "come se io SIA l'emblema del male.."
capito???
Alla faccia del congiuntivo!!
p.s. vediamo se lo pubblica!!

Anonimo ha detto...

Assoultamente geniale.
Grande lavoro!

W.

jango ha detto...

ah se ci fossi stato io in quel ristorante, altro che foto caro mastellino, altro che foto...
....ormai sei ridicolo, smettila!!!

Umberto ha detto...

ahah...bella trovata

Anonimo ha detto...

... DEMENSTELLA
E LA DEMOCRAZIA
E' PIU' BELLA...

V VAFFANCULO V

Nadia e Vito ha detto...

In galera dovreste andare!!!altro che ristorante!!! non avete il minimo rispetto per l'intelligenza degli elettori, che solo perchè costretti vi hanno mandato in parlamento!

Anonimo ha detto...

MAFIOSO

Salvatore ha detto...

UNA ONOREVOLE CALABRESE ATTACCA MASTELLA NEL SUO BLOG, diamole sostegno:
http://angelanapoli.blogspot.com/

UNA ONOREVOLE CALABRESE ATTACCA MASTELLA NEL SUO BLOG, diamole sostegno:
http://angelanapoli.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

CLEMENTE!!! MANNAGGIA A TE...MANNAGGIA...

Anonimo ha detto...

Stamani Mastella piagnucola ancora con un altra pagina nel suo blog. La mia risposta(chissà se la pubblica..):
"Allora...per l'ennesima volta....invece di rispondere su un sito agli attacchi delle trasmissioni a parole e raccontarci episodi da reality, invece di andare a porta a porta a cucinare e tutto il resto...VOGLIAMO INIZIARE A METTERE IN PRATICA IL PROGRAMMA ELETTORALE??? Io vi ho votato perchè mi avete promesso che avreste cancellato le leggi vergogna di Berlusconi, perchè avreste tentato di risolvere il lavoro precario cancellando o modificando la legge Biagi, perchè avreste risolto il conflitto di in teressi, perchè avreste fatto pagare più tasse ai ricchi e meno ai poveri. NON NE AVETE FATTA UNA!!"

Anonimo ha detto...

MASTELLA.......IN MINIERA!!!!!

Anonimo ha detto...

leggo x la prima volta questo blog in risposta a quello di colui che non dovrebbe essere ministro. Sono un calabrese e reputo idiota trasferire DeMagistris invece di aiutarlo. Siamo veramente finiti in fondo alle preoccupazioni dei politici. Ci chiamate mafiosi (vedi spot televisivi), ma poi non vi lamentate, cari politici, se scendiamo in piazza a firmare una legge giusta. concludo dicendo che appoggio l'idea di Beppe di candidare Marco Travaglio come ministro di Giustizia e nessuna Grazia xkè di giustizia vera ce n'è poca.

Lele ha detto...

Si può chiedere di inserire nel codice penale il reato di "cazzata aggravata"? Ma forse è meglio che non ci sia, perchè se ci fosse, si dovrebbe processare la maggior parte dei nostri politici, clEMENTE in primis...

Anonimo ha detto...

RIDICOLO! nn hai neanke il coraggio di pubblicare sul tuto vero blog i commenti neagativi ( cioè il 90 %)

Anonimo ha detto...

Ho postato il commento che segue sul blog di Clemente Mastella (post: Quelli del bollino (http://clementemastella.blogspot.com/2007/09/quelli-del-bollino.html)) ed è stato censurato. Vorrei sapere cosa c'è di "maleducato" e "offensivo": ho detto solo la verità perchè chi vive sulla strada "tasta" il polso della gente.

ECCO IL "PEZZO" INCRIMINATO

"Il problema sig. Mastella sta nel fatto che lei non ha ancora capito come funziona la rete.

Come può pensare di "confrontarsi" con i cittadini dopo che per mano sua è nata una delle leggi più meschine, folli, scellerate e antisociali che potessero essere concepite (indulto) ?
Pensa che bastino un centinaio di post sul blog di una community per recuperare la dignità ?

E ora bisogna dare "il colpo di spugna ai lavavetri" ?

Ma come: prima liberate 26.000 pregiudicati ed ora ve la prendete con i lavavetri ai semafori ?
Siete, se non ridicoli, sicuramente fasulli, parlate di cose inutili: cose di cui dovrete rendere conto ai cittadini alle prossime elezioni.

Siete politicamente finiti, nonostante viviate in Italia; in altri paesi sareste già stati politicamente distrutti.
Se lo ricordi: lei in rete è bollato, e come il 99% dei suoi colleghi siete sempre più distanti dai cittadini, siete lontani dalle strade, dalla gente.
Per questo motivo la gente non ha rispetto di lei e della classe politica. Perchè voi vivete su un altro pianeta.

Siete voi stessi l'antipolitica.

Inoltre lei fa un colossale errore evitando di aprirsi al confronto diretto censurando i post che LEI definisce (secondo un suo personale criterio) offensivi o, peggio, inutili.

Questo è un ennesimo errore da principiante della rete, non che l'ennesima prova che la libera diffusione dell'informazione e la libertà di opinione e di espressione non sono e non saranno mai consentite fino a che la casta politica di cui lei è parte integrante agirà in modo distaccato dalla strada, dalla gente, dalla società.

Riguardo al Vaffa-Day desidero farle notare che non esiste niente di più politico dei cittadini che scendono in piazza per firmare una legge di iniziativa popolare.

Concludo dicendo che la ritengo direttamente co-responsabile del disatro economico e sociale del nostro paesein qualità di rappresentante del parlamento italiano da più di 30 anni.

Cordiali saluti, Massimo G."

Anonimo ha detto...

ciao a tutti,
siete tutti invitati a spendere un minuto per mandare anche voi questa mail.

indirizzo mail:

lorenzo.delboca@odg.it - Presidente Ordine dei Giornalisti


Al Presidente Ordine dei Giornalisti Dott. Lorenzo Del Boca

Le scrivo per chiederLe di prendere provvedimenti disciplinari,
dalla censura all'espulsione dall'Ordine, nei confronti del
Giornalista Mauro Mazza, direttore della Testata Giornalistica di RAI 2 per i
seguenti motivi:

- PROCURATO ALLARME: Nell'editoriale di mercoledì 19 settembre
2007, andato in onda alle ore 13.00, usava 4 minuti di servizio
pubblico per paventare il rischio che un pacifico e non violento
movimento di cittadini indignato verso l'attuale classe politica
italiana possa "premere il grilletto e qualche volta uccidere". Tale
affermazione non è supportata da nessun dato reale ma è solo una sua
forzata e discriminatoria interpretazione dei fatti.
- VIOLAZIONE DELLA CARTA DEI DOVERI DEL GIORNALISTA: Il suddetto
Mauro Mazza dirige un telegiornale pubblico, è pagato dai cittadini e ancor
più di ogni altro giornalista è tenuto a rispettare la Carta dei
doveri del Giornalista del 1993 che alla voce PRINCIPI così recita:

"Il giornalista non deve omettere fatti o dettagli essenziali alla
completa ricostruzione dell'avvenimento. Non deve travisare, né
forzare il contenuto degli articoli o delle notizie" ed alla voce
RESPONSABILITA' "Il giornalista non può discriminare nessuno per la
sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni
politiche".

Anonimo ha detto...

E' Incredibile!!
Sul blog ufficiale di mastella ci sono zero commenti sul suo articolo fasulla, mentre su questo splendido sito ci sono già 167 commenti!!
W la democrazia!!

Anonimo ha detto...

Ragazzi secondo me clemente ha assunto una persona apposta per censurare i messaggi sul suo blog che sta li 24 ore al giorno e naturalmente pagato coi nostri soldi, altrimenti non è possibile che il contatore dei commenti sia ancora a quota zero da stamattina alle 8 (orario del suo comico intervento)

Anonimo ha detto...

Caro SPO,
il criterio di censura è SEMPLICISSIMO:

Lui censura TUTTO e pubblica quelli scritti stesso da lui o dalla moglie.

Semplice, no? :)

Gabriele ha detto...

anonimo, il contatore sta a zero perché i commenti sono moderati, quindi vanno approvati per andare online, il tuo discorso varrebbe se i post passassero e ci volesse un intervento per cancellarli.

Roberto ha detto...

Io se fossi in clEMENTE toglierei quel punto interrogativo con un bel eclamativo !!!!!!!!!!!!!!! Ho lasciato lo stesso commento nel suo blog..... ma non è stato pubblicato...... eppure non ci sono turpiloqui!?!?!? .... avrò forse sbagliati io nel postarlo?

Massimo ha detto...

Caro Sen. Mastella le chiedo un incontro e le fornisco il programma per tale evento:

Partenza alle ore 19.30 con l'aereo di stato da Fiumicino, atterraggio previsto un ora dopo all'aeroporto di Tessera a Venezia, posso ospotare lei ed i suoi sgherri protettori (moglie e figli compresi per i quali verranno proiettate le immagini salienti del GP d'italia)a bordo di un van, direzione treviso, ristorante da MARCANDOLE, dove degustando del buon pesce e dell'ottimo vino, potrà convincermi che lei è una brava persona, corretta e dai sani principi politici.
Alla fine, se riuscirà nel suo intento le pagherò IO di mia tasca il conto del ristorante e mi farò una foto con lei che farò ingrandire e mi appenderò al collo e sulla quale scriverò HO SBAGLIATO..
Altrimenti il conto lo pagherà lei.
Se le sue sinapsi si apriranno e le verrà da dire "e quale sarà il MIO guadagno"? (mio di me che le scrivo).. Beh semplice.. avrò avuto la conferma di ciò che penso di lei e dalla classe politica italiana ed avrò mangiato del buon pesce.
nella vita, a volte, basta accontentarsi...
La saluto ed aspetto una risposta.. sono pornto anche a mandarle il mio numero di telefono per pianificare il tutto..

A.Capo ha detto...

Ragazzi ma è evidente che è tutta una storiella inventata. Con abilità ci ha messo il meridione di mezzo e alla fine tutti felici con demente mastella...ma stiamo scherzaandooo????
ma chi ci crede?????
mi fai schifo Demente Mastella, mi fai schifo!!!!!

Anonimo ha detto...

Una sola precisazione per il commento numero 2: la moglie non ha parlato in inglese, dice solo che la moglie ascoltando la conversazione in inglese si è alzata dal tavolo ed è andata a rispondere, in italiano, ed ovviamente è intervenuto poi anche Mastella. Facciamole queste precisazioni...tanto non cambia nulla!!!

Anonimo ha detto...

Forse lei non sarà il male peggiore d' Italia, ma se io avessi saputo che lei avrebbe occupato il posto di Ministro di Grazia e Giustizia, non avrei mai votato per il centrosinistra! Dopo che Castelli ha cominciato nel 2002 a smantellare la "legge Falcone" di cui il 41/bis fa parte, poteva lei esimersi, dato le sue numerose conoscenze non limpide, dal continuare questa opera di demolizione?? Ma certo che no, che diamine! Perchè non fa una bella amnistia retroattiva, così se anche De Magistris la spedisce in galera, lei ritorna fuori??

Anonimo ha detto...

Mi faccia capire.

1) Lei forse non è il Male d'Italia ma è sicuramente uno che la grammatica italiana la conosce male.
2) Ammesso che quello che ha raccontato si a vero secondo me quei signori sono scesi a miti consigli per paura che gli scatenasse addosso l'inferno giudiziario sfruttando il suo potere economico e politico.

Andrea da Treviso ha detto...

Voglio dire...ma non ce l'hai un minimo di dignità????non ti rendi conto???Cioè....ci vuole veramente un gran coraggio!!A che cosa ti serve un blog se censuri i commenti????!!!!!!!
Se veramente tu non ti consideri uno dei mali del nostro paese prova a lasciar pubblicare i commenti..Ci sarà qualche persona brava, intelligente e sana di principi che scriverà in un post in tuo favore!Non credi??

Luca ha detto...

Che elemento!!!!
e pensaare che ho contribuito a mandarlo li'
Chiuso con destra e sinistra.
solo liste civiche
Le NOSTRE!

Giada F, studentessa, Milano ha detto...

ehi anonimo, io detesto mastella però però cerchiamo di non sforare nella ragionevolezza delle critiche "come se io fossi il male d'italia" è corretto in lingua italiana. mastella al governo, certamente no.

Anonimo ha detto...

spero che i tuoi "indultati" ti vengono a trovare a casa e assieme a te anche a tutti gli altri che li han voluti.
ps:grandi bravissimi con stò blog!!!!!!

Anonimo ha detto...

Ho linkato sul sito [url]http://www.sciaccaonline.it/topic.asp?TOPIC_ID=12197&FORUM_ID=8&CAT_ID=2&Topic_Title=CEPPALONI+E+DINTORNI&Forum_Title=Politica[/url] i link dei siti/blog su mastellone.

Anonimo ha detto...

Ministro, gliel' ho gia' scritto per il suo bene e per il bene di tutti gli italiani, una bella partita a scopa al bar di Ceppaloni, lo avete un bar si o no ? davanti ad un bicchiere di vino via, e non esageri con il vino mi raccomando, ah si ricordi e' un gioco cerchi almeno li' di non barare, che lei poi si mette d' accordo con gli avversari e poi divide la posta ... come ? come fa adesso ... piu' che per la coalizione sembra ancora a libro pag... scusi ... sembra ancora col berluscone ... dica la verita' e' lui che la manda avanti a fare da parafulmine vero ? infatti se ne sta defilato lo psiconano tanto sa che le vincera' lui le prossime ...
ma quelle dopo lo manderemo affanculo anche lui.

Ministro risponda a Repubblica se puo' ecoo un breve estratto :


Non sarà agevole per Mastella sostenere che il "caso" di Luigi De Magistris debba trovare con rapidità una soluzione con il trasferimento del pubblico ministero perché, in caso contrario, l'amministrazione della giustizia a Catanzaro e in Calabria ne riceverà un danno irreversibile. Non sarà agevole anche perché Luigi De Magistris è al lavoro per sollevare i coperchi di quelle pentole borbottanti dove si incrociano, protetti da una magistratura connivente, spaventata o conformista, gli interessi di istituzioni, amministrazioni, politica, imprenditoria, finanza. Un sistema, sostiene il pubblico ministero, che ha la pretesa di controllare tutti i finanziamenti pubblici che dall'Unione Europea piovono in una Calabria, che ha il vantaggio di essere "obiettivo 1" e attende negli anni 2007/2013 un flusso di danaro pari a 8 miliardi e mezzo di euro. E' un pugno di indagini che, nonostante il ministro Bersani le abbia in disprezzo e le definisca "bufale", si muovono intorno ai leader dell'Udc, di Forza Italia, nei pressi di qualche consulente di Palazzo Chigi, vicino a qualche amico personale di Mastella. Sarebbe stata una buona ragione, per il ministro di tenersi lontano da De Magistris. Glielo avrebbe dovuto consigliare il buon senso e la moderazione. In assenza di risposte soddisfacenti del guardasigilli, si fa fatica a non pensare che proprio il passo spedito, non distratto, fermo di quel pubblico ministero sia oggi per il ministro (per il governo?) l'impellente, imperiosa urgenza che lo ha costretto a chiederne il trasferimento. Dovremmo chiederci, forse, se la prossima nella lista non sia il giudice di Milano Clementina Forleo. Anche lei, in verità, qualche preoccupazione la dà. Ne pagherà le conseguenze, signor ministro?
(23 settembre 2007)

guardi che e' finita la pacchia ed un posto nella discarica di Ceppaloni non glielo toglie nessuno, ah non avete la discarica ? e ti pareva e cosa fate la buttate a mare oppure la portate in Campania cosi' Bassolino ingrassa ancora un po'.

Ancora una volta le giunga il mio profondo ed amaro disprezzo.


Ragazzi vediamo se lo pubblichera' io dico di no ... codardo e' e rimane ....

Anonimo ha detto...

perchè nel commento si passa dal 3 al 5 direttamente ? non ho capito. Comunque Mastella è un grande è un figo !!! lui sì che porterà alla salvezza l'Italia.

Firmato: Uno che è uscito con l'indulto.

Anarkosmik ha detto...

CENSORED-CENSORED-CENSORED
Ahahahah davvero pensi che noi Italiani siamo così stupidi da credere che:
a)Questa storia lacrimosa sia vera?
b)Non accorgerci di tutto quello che combini?

Triste; è veramente triste che tu sia ministro della giustizia e che tu sia nella nostra maggioranza. Tornatene di là e fai un favore a tutti!
CENSORED-CENSORED-CENSORED

Anonimo ha detto...

hai già fatto troppo casino... ti prego... fallo per i nostri figli... levati dalle palle

Eleonora P. ha detto...

Caro Mastella,
ma chi ti credi di essere? Ti do del tu e sai perchè? Perchè sei un essere umano mio pari...niente di più,niente di meno...la differenza tra me e te è che io prendo 600€ al mese di stipendio SENZA PENSIONE, e tu con tutto quello che quadagni ci potrebbe vivere per millenni un piccolo villaggio in Africa. La differenza tra me e te è che io il ristorante,il cinema e tutti i "lussi" (cazzo sono diventati lussi?) di questo mondo li devo PAGARE, tu vai GRATIS ovunque!!!
Ti sembra giusto mio caro Mastella??? Fatti un esame di coscienza e dimmi se ti sembra giusto che ci siano delle signore anziane in italia che nemmeno possono andare in ospedale perchè sennò gli occupano la casa abusivamente e non ci possono più rientrare. Dimmi se ti sembra giusto che noi paghiamo le tasse per mandare te e i tuoi colleghi (destra,sinistra,centro...siete tutti uguali) al ristorante gratis......

Caro Mastella, fai un favore ai figli che un giorno spero di avere (e non so come farò a mantenere loro,il mutuo,la mia persona fisica, la salute della famiglia..), dimettiti, FUORI DAI COGLIONI!!! Tu e tutto il resto dei BUFFONI dei politici CHE NON RAPPRESENTANO PIU' NESSUNO tranne voi stessi!!

SIAMO UNA COMUNITA', UN PAESE FATTO DI MOLTISSIME PERSONE, NON CI SIETE SOLO VOI!! CI VADA LEI A LAVORARE 14 ORE AL GIORNO COME MIO PADRE PER POI RITROVARSI SOMMERSO DALLE TASSE!!! CE LI FACCIA LEI I CONTI CON LE "RINUNCE" CON I "SACRIFICI" CHE TUTTI NOI COMUNI MORTALI DOBBIAMO FARE TUTTI I GIORNI PER COLPA VOSTRA E DEL VOSTRO GOVERNO MARCIO!!!!!!!

bepi ha detto...

caro creatore di questo blog: SEI UN GENIO!

Anonimo ha detto...

Te ne devi andare dall'italia criminale

fabio ha detto...

se continua così ministro, credo che sarebbe meglio cominciasse a prepararsi il pranzo al sacco PINUZ

Alfie ha detto...

QUESTO EPISODIO E' CHIARAMENTE UNA FAVOLA INVENTATA.. NESSUN ITALIANO SANO DI MENTE RIUSCIREBBE A MANGIARE CON MASTELLA DI FIANCO.. IO AVREI LA NAUSEA, FIGURIAMOCI UN PROFESSORE (vista la situazione degli insegnanti in Italia) E SOPRATTUTTO UN FAN DI BEPPE GRILLO.. MASTELLA MEGLIO CHE RESTI A CASA A MANGIARE.. GIA' DOBBIAMO AVERTI TRA LE PALLE FIN CHE DURA IL GOVERNO, FIGURIAMOCI SE TI VEDO ANCHE AL RISTORANTE!!!!

Riccardo ha detto...

Spett. Ministro,
Lei è il Male D'Italia?
In piccola percentuale sì!
Ma non è tutta colpa Sua. Non è l'unico.

Le spiego subito il problema.
SI DEVE ESSERE COERENTI CON QUELLO CHE SI RAPPRESENTA E CON QUELLO CHE SI DICE E SI PROMETTE. Tutto qui.

Lei non può dire una cosa e farne un'altra e sperare che noi cittadini la applaudiamo anche se ci sono giornalisti compiacenti che la sponsorizzano con tecniche da centro commerciale. Poteva funzionare una volta e funzionava davvero! Ma oggi non è più così.

Lei può esprimere opinioni diverse dalle mie - ci mancherebbe altro - e se rimane coerente con quello che dice io la rispetterò, la stimerò e l'amerò perchè la reputerò una persona onesta.

Ma essere preso in giro no!
IL PIU' GRANDE MALE IN ITALIA DOPO LA CASTA E' IL GIORNALISMO.

Francesco ha detto...

Beato lei che si puo' permettere di pranzare ogni giorno al ristorante, e magari ogni giorno in una citta' diversa.
Non condivido la sua politica "di ricatto" e se proprio devo dire tutto, condivido appieno il sentimento di tanta gente che la guarda in cagnesco.
Abbia l'umilta' di ascoltare la gente (non solo quella del suo paese).
Saluti,

Francesco Minafra.

P.S. spero che quello che scrive Grillo (e cioe' che i commenti negativi non vengono pubblicati, non sia vero. In caso contrario non fara' che confermare l'opinione che io e tanti altri hanno su di lei.)

Sen.Clemente Mastella ha detto...

Ecco bravi ragazzi, se volete insultarmi questo è il posto adatto per farlo e non sul mio blog.
Io accetto tutto, critiche comprese, ma non gli insulti, potete non condividere le mie scelte politiche o personali, ma non per questo insultarmi, è una questione di educazione.
Per ciò che rigurda il mio ultimo post, voglio dirvi, per chi non lo avesse capito che tutto è possibile con il dialogo serio e costruttivo; dite sempre che noi politici doibbiamo cambiare,benissimo io ho aperto un blog proprio per questo, per confrontarmi con la gente e ricevere delle indicazione, ma come volete che possa fare se le solite persone non fanno altro che insultarmi?
Cercate di essere seri e di venire sul mio blog per esprimere le vostre critiche e le vostre idee senza insulti, bestemmie e volgarità e io se posso vi risponderò molto volentieri.
Saluti.

Sen.Clemente Mastella

Anonimo ha detto...

Mio caro ministro della giustizia,
sono un ragazzo di 24 anni di savona. Purtroppo non è la gente si allontana dalla politica ma la politica che si allontana dalla gente. E questo accade perchè i politici continuano a farsi i fatti loro in parlamento e ad usare cariche pubbliche per i loro interessi personali (come ad esempio spostare magistrati come fossero carrarmatini del risiko quando questi minacciano i loro territori). Ma, mio caro ministro, altro fattore che influisce pesantemente al fiorire dell'antipolitica è l'arroganza, la presunzione di onnipotenza e di infallibilità, fattori che come un virus contagiano l'ambiente politico romano. In una democrazia sana, chi ricopre cariche pubbliche importanti dovrebbe ricordarsi che è alle dipendenze del popolo. Purtoppo oggi in Italia è il contrario, e lei lo sa benissimo, con rammarico questa la chiamo partitocrazia. Avrei tanto da dirle signor Ministro ma, certo del fatto che il mio intervento non verrà pubblicato, chiudo avvertendo che con il vostro comportamento state dando un grosso contributo a Grillo che, come un santone, specula su questa situazione.

Anonimo ha detto...

rappresenti alla grande il concetto di giustizia in italia...
dovresti farti tu e tutti i tuoi compari un bell'esame di coscienza altro che le cazzate inutili che scrivi sul tuo blog... cos'è ti metti a raccontare anche le favole adesso?
ah ma hai ragione questi commenti sul tuo sito nn ci possono andare perchè nn siamo "educati"

Anonimo ha detto...

Un blog è uno spazio aperto, senza restrizioni ne filtri di alcun tipo. Lei ha un ruolo istituzionale, è un rappresentante del popolo tutto in ogni sua parte... deve accettare e pubblicare i commenti positivi e quelli negativi. Se molti hanno da dire sul suo conto cerchi di convincerli del contrario con i fatti , lei sembra quello che si mette con il dito davanti e fa finta di non vedere quello che non gli piace o è causa di disturbo. Il suo ruolo istituzionale non permette questo atteggiamento. Lei ha il dovere di dare delle risposte, soprattutto a coloro che, nel rispetto delle regole di comportamento civile, esprimono dissenso verso il suo operato.
Saluti

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